Effetto #Renzi sul Pd: - 400.000 iscritti in un annoTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Effetto #Renzi sul Pd: – 400.000 iscritti in un anno

Matteo Renzi piace sempre di più a destra, ma un pò meno alla base del Pd che nell’ultimo anno ha deciso di non rinnovare la tessera non riconoscendosi più nel nuovo Pd, ormai non più un partito di sinistra ma sempre più un comitato elettorale all’americana. 

Un crollo verticale, una emorragia talmente significativa di iscritti che non fosse che Matteo Renzi è stato votato dal 40% degli italiani verrebbe da parlare di fallimento epocale del Partito Democratico. Ma forse piuttosto che parlare di fallimento bisognerebbe parlare di mutazione genetica, una mutazione già cominciata che stra trasformando il Partito Democratico in una sorta di comitato elettorale all’americana ormai privo di qualsivoglia connotazione ideologica e quindi completamente privo di qualsiasi connotazione di sinistra. Renzi continua a dirci che è questa la “nuova” sinistra ma non la pensa così la sua base che gli ha voltato la spalle al punto che dal 2013 al 2014 il Pd ha perso qualcosa come 400.000 iscritti, non proprio bruscolini. Matteo Renzi e soci però vanno avanti senza curarsene, probabilmente rallegrati dal fatto che il Pd è ormai sempre meno la casa della cultura proveniente dal Pci ed è sempre di più un qualcosa di altro, un contenitore dove i delusi della destra possono convergere trovando un luogo ideale per portare avanti le loro idee liberiste in economia. Nel 2013 gli iscritti al Pd erano 539.534, nel 2014, a oggi, sono meno di 100.000, anzi i malevoli dicono 60.000. Un dramma, un fallimento una “Caporetto” del tesseramento che però non scalfisce la leadership di Renzi che continua a ripetere “noi abbiamo il 40%” come un mantra tacitando critiche e dissensi. Insomma Renzi ha deciso, preferisce avere un 40% piuttosto che tanti militanti, anzi di avere uno zoccolo duro di iscritti non gliene può fregare di meno. Il suo modello di partito è quello del Partito Democratico americano, una sorta di comitato elettorale leggero che si mobilita solo per le elezioni, de-ideologizzato e aperto. E’ la morte del partito vecchio stile, quello del radicamento territoriale e delle sezioni, sezioni che al nuovo Pd non servono più e vengono quasi disertate. Ma che gliene frega a Renzi, lui riesce a ottenere i voti di quelli di destra quindi il fatto che le sezioni vengano disertate non lo tange. Soprattutto il Sud sembra voltare le spalle a Renzi con Sicilia, Basilicata, Molise, Sardegna, e Puglia che non hanno nemmeno cominciato il tesseramento. Insomma Renzi ha portato il Pd al governo, ma lo ha portato fuori per sempre e in modo netto dalla tradizione e dalla cultura di sinistra completando o cominciando, a seconda dei punti di vista, la mutazione genetica finale che lo porterà a diventare il padre padrone di un comitato elettorale personalistico e privo di qualsivoglia idea specifica di politica e organizzazione sociale.

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