Egitto. Al Sisi si candida ufficialmente alla presidenzaTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Egitto. Al Sisi si candida ufficialmente alla presidenza

Egitto. Al Sisi si candida ufficialmente alla presidenza

Svolta annunciata in Egitto dove il capo dell’esercito, il maresciallo Abdel Fattah Al-Sisi ha accolto con soddisfazione la proposta del Consiglio supremo dei militari egiziani di una sua candidatura alla presidenza. Sembra essere lui l’uomo giusto per traghettare l’Egitto fuori dal caos.

Mentre gli islamici radicali hanno cercato di trascinare il Paese nel caos della guerra civile negli ultimi mesi, vedi i recenti tumulti in occasione del terzo anniversario della caduta di Mubarak, il maresciallo Al-Sisi, capo dell’esercito e l’uomo più noto e acclamato del Paese, ha ufficializzato la sua candidatura alla presidenza egiziana. La notizia è stata trasmessa in una nota dal Consiglio supremo dei militari egiziani ed era del resto ampiamente annunciata. Al-Sisi sembra essere l’unico in grado di riportare l’Egitto nella tranquillità e di sconfiggere i tentativi di destabilizzazione da parte dei Fratelli Musulmani e degli islamici più radicali. Con la candidatura Al Sisi dovrà dire addio all’uniforme per concentrarsi sulla campagna elettorale in vista delle elezioni che si terranno a metà aprile. Il Consiglio supremo ha detto chiaro e tondo che Al Sisi è stato chiamato a rispondere alla richiesta del popolo che lo vuole candidato alle prossime presidenziali. Del resto Al Sisi, fresco della promozione a maresciallo di campo, un grado superiore anche a quello di Mubarak, appare veramente come l’unico uomo dotato di abbastanza polso e consenso da riuscire a ridare stabilità all’Egitto dopo tre anni di tumulti, crisi e nervosismi.  Secondo il quotidiano statale Al-Ahram inoltre, i vertici militari avrebbero deciso che Sedki Sobhi sarà l’ufficiale che sostituirà al-Sisi a capo dell’esercito e del ministero della Difesa dopo le sue dimissioni. Proprio Al Sisi è uomo gradito anche e soprattutto a quelle forze laiche che si sono sollevate contro Morsi raccogliendo più di ventuno milioni di firme al fine di abrogare le modifiche a sfondo teocratico che i Fratelli Musulmani avevano previsto per la costituzione. Secondo molti Al Sisi sarebbe il nuovo Nasser, del resto proprio dopo la deposizione da parte dell’esercito di Morsi proprio gli Stati Uniti sono andati su tutte le furie, evidentemente perchè avevano raggiunto un’intesa con Morsi. Da allora Al Sisi e l’Egitto si sono progressivamente allontanati dagli Stati uniti, arrivando persino a perdere gli aiuti della Casa Bianca. Proprio Al-Sisi ha visto la sua ascesa nel 2012, quando proprio Morsi lo nominò capo dello Scaf, il Consiglio Supremo della Difesa, dopo uno scontro durato mesi tra esercito e governo dei Fratelli Musulmani. Prese dunque il posto del contestato Tantawi, ex capo dei militari dal 1991 al 2011.Al Sisi sarà dunque chiamato a sconfiggere il terrorismo di matrice islamica e a ridare speranza a un Paese dalle enormi potenzialità ma anche dalle stridenti contraddizioni.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/sierragoddess/9374413410/”>sierragoddess</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/”>cc</a>

Gracchus Babeuf

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