Egitto. Ancora morti in scontri al CairoTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Egitto. Ancora morti in scontri al Cairo

Egitto. Ancora morti in scontri al Cairo

Quattro persone sono rimaste uccise al Cairo, in Egitto,  negli scontri tra sostenitori di Morsi e suoi oppositori e forze di sicurezza. 

Ancora sangue, ancora violenza in Egitto dove quattro persone sono morte negli scontri tra sostenitori del deposto presidente dei Fratelli Musulmani Mohamed Morsi e i suoi oppositori e forze di polizia.  Khaled al Khatib, il responsabile del servizio ambulanze, ha inoltre riferito di quaranta feriti nelle violenze che sono scoppiate a margine delle manifestazioni islamiste, al termine della preghiera settimanale del venerdì al Cairo e in altre zone del Paese. Torna quindi a infiammarsi l’Egitto con la polizia che è stata costretta a sparare gas lacrimogeni contro centinaia di islamisti. Per disperdere la folla gli agenti di polizia sono arrivati persino a sparare in aria e il ministero della Sanità egiziano ha smentito che un manifestate pro Morsi sia rimasto ucciso negli scontri al Cairo. Dopo la messa al bando della Fratellanza Musulmana gli islamisti sono ancora sul piede di guerra, anche se il generale Al-Sisi sembra aver saldamente in mano i destini del Paese. Scontri si sono poi registrati in altre zone della capitale tra civili sostenitori dell’esercito e seguaci dell’ex presidente. Diversi manifestanti laici e anti-islamisti infatti, secondo quanto riportato da un giornalista della Assiocated Press, avrebbero scacciato gli islamisti con bastoni e bottiglie arrivando a inseguirli in strada prima che tra le due parti scoppiassero pesanti combattimenti nei pressi del museo egizio, a poca distanza da piazza Tahrir.

Un altro corteo è terminato nei pressi dell’edificio del ministero della Difesa, dove i manifestanti hanno tirato pietre contro la polizia, e una seconda alla moschea Rabaa el-Adawiyah, nella zona est della capitale, dove il 14 agosto scorso erano stati scacciati i manifestanti pro Morsi. La presenza di soldati per le strade è aumentata notevolmente nell’ultimo periodo anche perchè i Fratelli Musulmani si stanno mobilitando in vista delle commemorazioni a ricordo dell’inizio della guerra dello Yom Kippur, del 6 ottobre 1973. Ma le proteste non si sono tenute solo Al Cairo, ma anche nella provincia meridionale di Assiut, dove le forze di sicurezza hanno anche arrestato 44 persone. Dalla caduta di Morsi avvenuta questa estate, a oggi, sono già stati arrestati oltre duemila membri dei Fratelli Musulmani e lo stesso Morsi è detenuto in una località segreta. Proprio i Fratelli Musulmani avrebbero aggredito il portavoce del partito liberale egiziano al-Dustour, Khaled Dawoud, in una strada vicino a piazza Tahrir. Gli assalitori lo avrebbero trascinato giù dall’auto, lo hanno picchiato e lo hanno accoltellato a un braccio, come ha raccontato lui stesso al sito governativo Al-Ahram. E in giornata Ahmed Soubaei, portavoce del partito Libertà e giustizia, braccio politico dei Fratelli musulmani, è stato arrestato dopo che le autorità hanno perquisito la sua casa.

Photo Credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/drumzo/7142712381/”>Jonathan Rashad</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

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