Egitto. Ancora scontri e tensione. Si avvicina la prova di forzaTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Egitto. Ancora scontri e tensione. Si avvicina la prova di forza

Ancor alta tensione in Egitto dove i Fratelli Musulmani continuano ad affollare le piazze e non intendono tornare a casa. Come se non bastasse piovono accuse contro Israele di aver attaccato dei miliziani integralisti in territorio egiziano, ma l’esercito smentisce.

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Non c’è pace per l’Egitto dove ogni tentativo di allentare la tensione tra gli opposti schieramenti, quello islamico e quello laico, sono finora falliti. Dopo la deposizione di Mohamed Morsi i Fratelli Musulmani hanno deciso di mobilitarsi in massa, occupando con accampamenti e tendopoli diverse piazze della Capitale, e non solo. L’esercito egiziano ha lanciato un vero e proprio ultimatum, facendo capire che non tollererà in eterno che i Fratelli Musulmani blocchino, de facto, il Paese. La finestra del dialogo quindi si chiude ogni giorno di più, spalancando orizzonti di guerra civile sempre più incontrollabili, rinfocolati questa mattina dalla voce che un drone israeliano avrebbe violato lo spazio aereo egiziano uccidendo sei miliziani jihadisti in Sinai. L’esercito egiziano ha subito negato ogni addebito per bocca del portavoce dell’Esercito del Cairo: E’ falso che ci siano stati attacchi di Israele sul territorio egiziano“, ha detto il portavoce Ahmed Ali: “E’ priva di fondamento la tesi che vi sia stato un coordinamento con Israele”. “Stiamo investigando sulle circostanze dell’attacco“, ha aggiunto il militare. Osservatori statunitensi citati dal New York Times osservano invece che si presume che Israele possieda solo droni (aerei senza pilota) per l’osservazione e il monitoraggio, e non in grado di lanciare missili.

Intanto però a Fayyoum, 50 km a sud Cairo, si sono verificati gravi scontri tra manifestanti pro-Morsi e forze di sicurezza. Gli agenti hanno dovuto lanciare lacrimogeni e nell’area si sono sentiti diversi colpi d’arma da fuoco. A quel punto i sostenitori di Morsi hanno bloccato con auto e barricate le strade di accesso del viale Salem e altre strade nei pressi di piazza Rabaa che portano a un compound dell’intelligence egiziana. I Fratelli Musulmani vogliono sfidare l’esercito e si dicono pronti al martirio, accusando l’esercito egiziano di voler svendere gli interessi del Paese. Vi è però anche l’altro Egitto, quello laico che era stato protagonista quando l’esercito, ormai più di un mese fa, ha realizzato il golpe ai danni di Morsi. Si tratta di un Egitto che ora rimane alla finestra, ma che potrebbe scendere a sua volta in piazza qualora i Fratelli Musulmani decidessero di sfidare fino in fondo lo Stato.

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