Egitto. Ancora scontri, esercito reagisce e spara sui pro-MorsiTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Egitto. Ancora scontri, esercito reagisce e spara sui pro-Morsi

Il bilancio dell’ennesima notte di scontri è di 35 morti uccisi dal fuoco delle forze dell’ordine davanti alla sede della Guardia repubblicana al Cairo. La polizia e l’esercito sono intervenuti per disperdere la protesta, ma la situazione è degenerata. Il rischio ora è quello di una guerra civile.

Alla fine la manifestazione indetta dai sostenitori del deposto Mohamed Morsi di fronte alla sede della Guardia repubblicana al Cairo è finita con un bilancio di 35 morti e con un numero imprecisato di feriti. Scivola nella violenza l’Egitto dopo che, nei giorni scorsi, l’esercito aveva messo da parte i Fratelli Musulmani consegnando il Paese a Mansour.I Fratelli Musulmani non hanno accettato la situazione e hanno indetto diversi manifestazioni per protestare alzando sempre di più il tiro e i toni. A quel punto l’esercito e la polizia sono intervenute per disperdere la protesta e la situazione è degenerata in pesanti scontri. Uno dei membri della Fratellanza accusa i cecchini della strage: “I soldati hanno lanciato gas lacrimogeni e successivamente alcuni cecchini hanno aperto il fuoco. I morti sono stati quasi tutti colpiti alla testa“. Il Partito della libertà e della giustizia, espressione politica dei Fratelli musulmani, ha poi incitato alla “rivolta del grande popolo d’Egitto contro coloro che vogliono rubargli la sua rivoluzione con i carri armati“. La formazione islamica esorta “la comunità internazionale, i gruppi stranieri e tutti gli uomini liberi del mondo a intervenire per impedire altri massacri e la nascita di una nuova Siria nel mondo arabo“.  La polizia ha bloccato l’accesso alla zona, impedendo ai giornalisti di accedere. I Fratelli Musulmani, come prevedibile, hanno urlato al massacro, mentre l’esercito ha ribattuto sostenendo che la sede della Guardia Repubblicana è stata assaltata all’alba da un gruppo di facinorosi. Anche un ufficiale dell’esercito sarebbe rimasto ucciso negli scontri, e 40 militari sono stati feriti. In risposta agli incidenti di questa mattina il Nour, secondo partito salafita egiziano, si è ritirato dai colloqui per la formazione del governo. Lo ha riferito un portavoce, Nader Bakar: “Abbiamo annunciato il ritiro da tutti i negoziati per la nascita del nuovo esecutivo, come prima risposta al massacro della Guardia Repubblicana“. L’Egitto rimane così sospeso sull’orlo della guerra civile, una guerra civile però che i Fratelli Musulmani non hanno i numeri per vincere dal momento che l’esercito è schierato compatto contro di loro assieme ai Tamarod, i ribelli, che hanno annunciato di essere pronti in qualsiasi momento a difendere nuovamente il Cairo dall’avanzata dei Fratelli Musulmani.

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