Egitto. Ancora un bagno di sangue: 44 i mortiTribuno del Popolo
sabato , 16 dicembre 2017
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Egitto. Ancora un bagno di sangue: 44 i morti

I Fratelli Musulmani sono scesi nuovamente in piazza per rovinare i festeggiamenti dell’esercito per i 40 anni della guerra del Kippur contro Israele. Violenti scontri sono scoppiati al Cairo con un bilancio finale di 44 morti e 200 feriti.

Ancora una giornata di sangue in Egitto, dove questa volta si sono verificati scontri molto pesanti in occasione del quarantesimo anniversario della guerra del Kippur del 1973 contro Israele. I Fratelli Musulmani sono scesi nuovamente in piazza per contestare le celebrazioni dell’esercito, e il risultato sono stati pesanti scontri con le forze di sicurezza con un bilancio del ministero della Sanità che parla di 44 morti accertati e più di duecento feriti. Piazza Tahrir era piena di manifestanti che sventolavano bandiere egiziane in un clima di festa, ma nelle zone accanto infuriava una vera e propria battaglia. I Fratelli Musulmani infatti, ignorando il fatto che la loro organizzazione sia stata messa al bando, si sono mossi nel primo pomeriggio in diversi cortei, convergendo verso piazza Tahrir nel frattempo gremita dai pro-esercito e da un ingente schieramento di polizia. In mattinata squadroni acrobatici di F16 hanno sfrecciato a bassa quota sui cieli della capitale e i blindati a presidio di Tahrir avevano issato bandierine nazionali e la foto del comandante delle Forze armate Abdel Fattah al Sisi. Nel pomeriggio però la situazione è degenerata nei quartieri di Dokki e Ramses, dove le forze dell’ordine sono intervenute per impedire ai manifestanti di avvicinarsi a piazza Tahrir. Tutto il pomeriggio si sono uditi spari e lanci di lacrimogeni, i suoi di una battaglia che è la più sanguinosa da agosto a oggi, da quando cioè l’esercito aveva sgomberato le piazze dei Fratelli Musulmani con la forza. De resto ancora una volta si è trattata di una deliberata provocazione della Fratellanza musulmana dal momento che il portavoce della presidenza, Ahmed Meslemani, aveva affermato che le autorità avrebbero considerato non attivisti ma “agenti” tutti coloro che fossero scesi in piazza contro l’esercito. I Fratelli Musulmani invece hanno voluto sfidare il governo, addossando ai generali la responsabilità “diretta per i crimini, le violenze e gli omicidi commessi oggi contro manifestanti pacifici“. Oltre che al Cairo, altre manifestazioni si sono registrate ad Alessandria, Suez e Delga.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/drumzo/7122395737/”>Jonathan Rashad</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

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