Egitto. Arriva la reazione del governo dopo le violenza, linea dura contro i Fratelli MusulmaniTribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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Egitto. Arriva la reazione del governo dopo le violenza, linea dura contro i Fratelli Musulmani

Egitto. Arriva la reazione del governo dopo le violenza, linea dura contro i Fratelli Musulmani

Ieri si sono verificati scontri durissimi all’università Al Azhar al Cairo, in Egitto, dove gli studenti islamici hanno incendiato un’ala del palazzo e si sono scontrati con la polizia lasciando per terra un morto. In arrivo il pugno di ferro del governo di Al-Sisi, non disposto a tollerare altre manifestazioni di terrorismo. 

I Fratelli Musulmani erano il cavallo su cui aveva puntato l’Occidente per il dopo Mubarak, troppo indipendente l’esercito egiziano che ha avuto al suo interno anche una importante tradizione filo-socialista, vedi Nasser. E infatti proprio l’esercito nell’estate 2013 ha ascoltato l’appello del popolo che ha raccolto ventidue milioni di firme per la destituzione di Morsi, che pur avendo vinto le elezioni stava procedendo verso una islamizzazione forzata e rapida del paese senza tenere in alcun conto l’identità e le rivendicazioni della consistente minoranza laica egiziana. Dopo la deposizione di Morsi, i mille morti, il caos e gli arresti, ora i Fratelli Musulmani sono tornati ad alzare la voce con una nuova ondata di attentati. nella giornata di ieri gli studenti islamici sono entrati nell’università di Al Azhar al Cairo, e hanno appiccato un incendio scatenando la dura reazione delle forze dell’ordine che hanno caricato uccidendo uno studente. Poche ore dopo nel delta del Nilo, a Sharkiya, una esplosione nei pressi di una sede dei servizi segreti ha ferito quattro persone, ennesimo orrore di un Egitto messo a ferro e fuoco dagli islamisti e dove l’esercito ha deciso di utilizzare il pugno di ferro. D’ora in avanti chiunque simpatizzerà con la Fratellanza potrà venire arrestato e anche chi parteciperà ad adunate e manifestazioni dei Fratelli Musulmani, dichiarati illegali e terroristi, rischierà cinque anni di galera. Gli organizzatori invece rischiano persino la pena capitale, queste le misure decise dal governo il giorno di Natale, all’indomani di un attacco kamikaze, l’ennesimo, che aveva seminato morte e panico uccidendo 16 persone. In uno studio della tv di stato il vice primo ministro Hossam Eisa ha letto un breve comunicato. La Fratellanza è stata etichettata ufficialmente come organizzazione terrorista. L’attentato di Mansoura ha colpito l’opinione pubblica egiziana e ha forzato il governo a prendere serie misure anche nei confronti di chi, su Facebook, esporrà il logo della Confraternita. L’attentato di Mansoura era stato rivendicato da un gruppo qaedista, “Ansar Bayt al Maqdis”, ma sembra chiaro per il governo che dietro ci sia la longa manus della Fratellanza. Sarah Leah Whitson, direttore di Human Rights Watch per il Medio Oriente e per l’Africa, ha duramente criticato il governo accusandolo di voler solo distruggere il principale movimento di opposizione, ma basta leggere le dichiarazioni pubbliche dei leader della Confraternita per capire come le differenze nel radicalismo islamico siano molto labili.  Il 27 dicembre l’agenzia ufficiale Mena ha diffuso la notizia che il ministero delle infrastrutture avrebbe deciso di gestire direttamente tutte le moschee di organizzazioni dichiarate fuori legge e di rimpiazzare i loro imam. Il governo ha anche avviato le procedure per il sequestro di 140 scuole gestite dai Fratelli Musulmani e per il congelamento dei beni di 130 leader del Movimento islamico. Tutto questo in vista del 15 gennaio, quando in Egitto ci sarà il referendum sulla nuova Costituzione con il presidente ad interim, Adly Mansour, che dovrà decidere quanti seggi del Parlamento saranno riservati ai singoli candidati e quanti ai partiti. Considerato che dopo la caduta di Mubarak il suo partito Ndp è stato messo fuori legge, molti deputati singoli potrebbero rientrare dalla finestra, mentre le liste dei partiti ovviamente non dispiacciono ai salafiti conservatori di Nour, oggi una minoranza nel Parlamento. I Fratelli Musulmani hanno già annunciato che boicotteranno la consultazione, e probabilmente attentati e tensioni sono l’inizio di questa destabilizzazione che rischia di portare l’Egitto nuovamente sull’orlo della guerra civile. 

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