Egitto. Bombe e Kamikaze al Cairo, cinque i mortiTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Egitto. Bombe e Kamikaze al Cairo, cinque i morti

Gli attentati degli estremisti islamici insanguinano l’Egitto. Tre bombe, tra cui un’autobomba e un kamikaze hanno seminato morte e panico lasciando sul terreno cinque morti e diversi feriti. E ora lo spettro dei jihadisti aleggia sul Paese che ha scelto Al Sisi per ricominciare.

Ben tre attacchi tra cui uno kamikaze e un’autobomba hanno insanguinato e seminato il panico al Cairo. Uno degli obiettivi era il quartier generale della polizia nel centro della capitale egiziana, gli altri due una stazione di polizia a Talbeya, e una stazione della metropolitana. Secondo le prime stime ci sarebbero cinque morti, tre dei quali poliziotti, e decine di feriti. I danni maggiori li ha fatti il kamikaze che si è fatto saltare in aria in macchina nel quartiere di Abdeen, dove l’esplosione ha letteralmente sventrato l’intero palazzo ferendo una cinquantina di persone. Fino a questo momento non era mai successo niente di simile al Cairo, peraltro proprio alla vigilia del terzo anniversario della rivolta contro Hosni Mubarak. A quanto si è appreso, il capo delle forze di sicurezza del Cairo si trovava all’interno del quartier generale obiettivo dell’attentato di oggi, ed è rimasto illeso. Nei giorni scorsi fonti concordanti avevano messo in guardia sulla possibilità di un attentato suicida nella capitale. Gli attentati sono stati rivendicati dal gruppo jihadista Ansar Beyt el-Makdes, che ha rivendicato via Twitter la paternità dell’attentato. ”Al-Sisi salvi il Paese, si candidi alle presidenziali, uccida i Fratelli musulmani”, è uno degli slogan intonati dai sostenitori di Al Sisi che si sono subito radunati di fronte ai luoghi delle bombe, mostrando che l’Egitto è diviso e il potere ben saldo nelle mani del governo. Intanto i Fratelli Musulmani hanno lanciato un appello a manifestare per 18 giorni per ricordare la fine di Mubarak, e le forze di sicurezza hanno quindi dovuto lanciare un’allerta massima. L’allerta al Cairo è massima in quanto il rischio di altri attentati di jihadisti è molto alta, al punto che l’ambasciata americana ha diramato un’allerta ai cittadini americani evocando il rischio di possibili attentati. La reazione dello Stato comunque ci sarà eccome, con Al Sisi che rappresenta l’uomo della sicurezza in un Egitto spaventato dall’estremismo islamico e che ora rischia di piombare nella spirale della violenza.

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