Egitto. Braccio di ferro tra Morsi e la Corte Costituzionale | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 24 gennaio 2017
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Egitto. Braccio di ferro tra Morsi e la Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale egiziana ieri ha dichiarato non valido il decreto con cui il nuovo presidente Morsi ha cercato di rinsediare il Parlamento precedentemente sciolto proprio dalla Corte. Si profila una situazione molto instabile per l’Egitto, con uno scontro tra Fratelli Musulmani e Consiglio Supremo delle forze armate sullo sfondo.

Egitto ancora nel caos dopo che ieri la Suprema Corte Costituzionale ha dichiarato che tutte le sue sentenze non potranno essere respinte e soprattutto ha sottolineato di non voler entrare in nessuna disputa politica. La Corte egiziana ha quindi respinto il decreto con cui il neoeletto presidente Morsi ha cercato nei giorni scorsi di reinsediare il parlamento che era stato precedentemente sciolto mettendo il potere momentaneamente nelle mani della Giunta Militare. Oggi l’agenzia di stampa egiziana Mena ha riferito che la Corte avrebbe trasmesso un comunicato nel quale ha ribadito che la sua unica missione sarebbe quella di difendere la Costituzione e valutare la costituzionalità di leggi e regolamenti. A dispetto delle affermazioni di facciata comunque, sembra innegabile il peso politico della decisione presa dalla Suprema Corte, una decisione che aumenta la confusione nello scenario politico e sociale egiziano. Si va quindi verso la resa dei conti tra Morsi e i Fratelli Musulmani e l’esercito, una resa dei conti che rimane sullo sfondo ormai da mesi e che si profilò già dai primi mesi della rivolta contro il Raìs Mubarak. Lo Scaf (Consiglio Supremo delle forze armate) a partire da giugno ha de facto esercitato il potere legislativo dopo la prima decisione presa dalla Corte costituzionale di sciogliere le camere a causa di presunte irregolarità nelle elezioni. Morsi sabato ha cercato di spostare gli equilibri a suo vantaggio emettendo un decreto presidenziale che, teoricamente, doveva dichiarare legittimo il parlamento, ma alla fine il braccio di ferro è stato vinto dalla Corte Costituzionale. Anche lo Scaf ha comunque voluto dire la sua e questa notte ha scritto una nota nella quale si sostiene che la decisione di sciogliere il parlamento deve essere mantenuta. In questo clima torbido e di scontri tra fazioni anche la popolazione civile porebbe scendere nuovamente in piazza. Per questo oggi in molti temono nuove manifestazioni in piazza Tahrir con i Fratelli Musulmani sul piede di guerra.Il timore è quello di una nuova situazione di instabilità e sommosse che possa indurre lo Scaf a ripredere il potere in nome della sicurezza pubblica.

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