Egitto. Continua la battaglia a Port Said. E' il quarto giorno di scontri | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Egitto. Continua la battaglia a Port Said. E’ il quarto giorno di scontri

Scontri e feriti a Port Said dove gli scontri tra manifestanti e polizia continuano per il quarto giorno consecutivo. 

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Continuano ormai da giorni gli scontri a Port Said, località che si affaccia sul canale di Suez e che era stata teatro di pesanti scontri già nelle scorse settimane, quando la folla aveva assaltato il carcere dove erano detenuti i responsabili del massacro dello stadio, dove trovarono la morte oltre settanta persone. I soldati hanno provato senza successo a separare poliziotti e manifestanti, sul piede di guerra sin da gennaio, ma il risultato è stato di inasprire ulteriormente lo scontro.“Siamo musulmani come loro eppure ci hanno sparato dai carri armati. Io ho raccolto questo” ha detto un manifestante ad Euronews, mostrando un grosso proiettile.I manifestanti vorrebbero la liberazione di 39 detenuti ancora in attesa di giudizio e di coloro che sono già stati condannati a morte per la strage dell’anno scorso, ma è chiaro che alla protesta locale si è legata anche una protesta ben più ampia che ha come oggetto il potere di Mohamed Morsi, il presidente appartenente ai Fratelli Musulmani, che nonostante i successi elettorali vede però crescere una protesta montante in tutto il Paese. “Gran parte della popolazione di Port Said si è ribellata ancora all’approssimarsi dell’esecuzione della condanna a morte di coloro che sono stati ritenuti responsabili del massacro allo stadio. Ciò che che infastidisce molti è che, nel tentativo di salvare una ventina di persone, altre sono state uccise e ferite”, ha detto ancora ad Euronews il corrispondente  Mohammed Shaikhibrahim.

Intanto i giudici egiziani hanno cancellato le elezioni di aprile, e il Tribunale amministrativo ha annullato il decreto con il quale il presidente Mohamed Morsi aveva annunciato che si sarebbe andati alle urne il 22 del prossimo mese. Una decisione, quella presa dai giudici egiziani, che ha destato parecchia sorpresa, soprattutto da parte dell’opposizione laica, che ha accolto con tripudio la notizia. Morsi però, a sorpresa, ha deciso di accettare la decisione dei giudici, e ha annunciato di non voler ricorrere in appello, rispettando così la decisione del Tribunale amministrativo. La situazione in Egitto resta però drammatica, ancor più che la crisi economica che ha travolto il Paese sembra aggravarsi di settimana in settimana, e senza risposte concrete il rischio è quello di una nuova stagione di instabilità.

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