Egitto. E' Al-Sisi il nuovo faraoneTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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Egitto. E’ Al-Sisi il nuovo faraone

L’Egitto si inchina ad Abdel Fattah al-Sisi, ex ministro della Difesa che è diventato oggi il nuovo presidente egiziano. Uomo forte dell’esercito,  Al-Sisi è colui che ha allontanato dal potere Mohamed Morsi e i Fratelli Musulmani. Secondo i dati del ministero dell’Interno, Al-Sisi avrebbe vinto con il 95% dei consensi pari a 23,38 milioni di voti contro i 735.285 per Sabbahi, il candidato della sinistra.

Alla fine è andato tutto come previsto, l’Egitto ha scelto lui, Abdel Fattah Al-Sisi, ex ministro della Difesa e assurto al simbolo di salvatore della Patria dopo aver risposto, la scorsa estate, alla petizione di oltre venti milioni di cittadini che chiedevano la rimozione dal potere di Mohamed Morsi, leader dei Fratelli Musulmani che stava islamizzando pericolosamente l’Egitto. Al-Sisi è l’uomo che si è preso il merito di quella cacciata, ed è anche l’uomo che, nel metterci la faccia, si è assunto la responsabilità di assicurare sicurezza e tranquillità a un Paese che in estate era sull’orlo di una sanguinosa guerra civile. Non poteva che essere lui il vincitore delle presidenziali anche perchè i Fratelli Musulmani sono stati ridotti in briciole proprio da lui, e il rischio del terrorismo islamico ha terrorizzato gli egiziani che non potevano che scegliere proprio Al-Sisi per guadagnare quella sicurezza necessaria alla ripresa dell’economia e del turismo. I seggi sono rimasti aperti 24 ore in più a causa della scarsissima affluenza nei primi due giorni di voto, ma alla fine i dati hanno confermato la vittoria schiacciante di Al-Sisi che ha battuto facilmente e in modo netto Hamdeen Sabbahi, espressione dell’opposizione di sinistra e liberale. Secondo il ministero dell’interno in ogni caso Al-Sisi avrebbe ottenuto circa 23,38 milioni di voti, pari al 95% contro i 735,285 voti ottenuti da Sabbahi. Difficile capire l’affluenza effettiva, che secondo la Commissione elettorale avrebbe raggiunto il 48%, ma che nella realtà potrebbe essere molto più bassa. Per i risultati definitivi bisognerà aspettare l’annuncio ufficiale il 3 o 4 giugno, ma ormai l’Egitto già conosce il suo futuro. Al-Sisi non piace molto all’Occidente dal momento che gli Stati Uniti avevano trovato una quadra proprio con Morsi e i Fratelli Musulmani e Al-Sisi ha scompaginato le carte al Washington, avvicinandosi invece a Mosca, come ai tempi di Nasser. In molti lo accusano di essere un dittatore, ma in Egitto sono tantissimi che lo osannano per aver salvato il Paese dai “fascisti islamici” di Morsi, che stano islamizzando a forza un Paese che nelle sue aree urbane è molto diverso dall’Egitto rurale e estremista. Il dato che emerge è che Sabbahi ha perso ben quattro milioni di voti rispetto al 2012, quando prese 5 milioni di voti nella tornata elettorale che premiò Morsi. Sabbahi, leader delle sinistre, ha visto quindi una emorragia di consensi verso Al-Sisi, che incarna per certi versi il ruolo anche di un “nuovo Nasser” seppur con tutte le differenze del caso. I giovani, che avevano votato per Sabbahi nel 2012, ora non hanno votato o hanno votato Al-Sisi, anche questo è un dato che dovrà far riflettere gli analisti. Ora i Fratelli Musulmani, che avevano invitato al boicottaggio, potrebbero tentare un nuovo colpo di coda, magari puntando su manifestazioni di piazza, ma appare chiaro che Al-Sisi dispone del consenso necessario a utilizzare il pugno di ferro.

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