Egitto. Esercito usa la linea dura. Tensione alle stelleTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Egitto. Esercito usa la linea dura. Tensione alle stelle

Il ministro dell’Interno egiziano ha annunciato di voler prendere le misure necessarie a tutelare la sicurezza nazionale, il che significa sgomberare i sit-in dei manifestanti pro Morsi, che invece non intendono mollare.

Photo Credit: AFP Photo / Fayez Nureldine

La situazione in Egitto sta per sfuggire di mano. Morsi viene individuato dal governo egiziano come una minaccia alla sicurezza nazionale e come una intimidazione ai cittadini. Per questo motivo il governo del Cairo ha incaricato il ministro dell’Interno di prendere tutte le misure necessarie per tutelare la sicurezza nazionale“. Questo vuol dire che le proteste dei sostenitori dell’ex presidente Morsi andranno fermate con ogni mezzo, il che significa una situazione potenziale esplosiva. Sabato scorso c’erano stati ben 65 morti in piazza Tahrir a causa di scontri tra opposte fazioni. La continuazione della pericolosa situazione nelle piazze Rabaa Al-Adawiya e Nahda e il conseguente terrorismo e blocchi stradali non sono più accettabili“, ha detto il governo con un comunicato letto in diretta tv. Come prevedibile i Fratelli Musulmanio però non hanno alcuna intenzione di accettare di lasciare la piazza: I sit-in e le proteste continueranno fino a quando la legittimità costituzionale non sarà ristabilità in Egitto“, è la risposta diffusa su twitter. Intanto il procuratore generale egiziano ha rinviato a giudizio la Guida suprema dei Fratelli Musulmani Mohamed Badie (che risulta ancora libero), il suo vice Khairat El-Shater e il numero due della Confraternita Rashad Bayoumi. I tre dovranno quindi essere processati da un Tribunale penale con l’accusa di incitamento alla violenza contro manifestanti pacifici. Il procuratore ha anche ordinato l’arresto di altri due esponenti della Fratellanza: Osama Yassin ed Essam El-Erian, e del predicatore salafita Safwat Hegazy.Infine la presidenza egiziana ha scelto di respingere  la richiesta avanzata dal ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle di visitare Morsi, detenuto in una località segreta dal giorno della sua destituzione, il 3 luglio. Lo riferisce un comunicato dell’autorità ad interim egiziana.

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