Egitto. Governo valuta chiusura di Al JazeeraTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Egitto. Governo valuta chiusura di Al Jazeera

Il governo in Egitto starebbe valutando la chiusura dell’emittente qatariota Al Jazeera, accusata di essere una minaccia diretta alla sicurezza del Paese.

Come abbiamo più volte ricordato parlando di Libia, Siria, Egitto, e Tunisia negli ultimi anni la guerra nei tempi contemporanei non si combatte più solo con fucili automatici e bombardamenti aerei, bensì anche per via mediatica. In questo senso il Qatar rappresenta uno dei Paesi più aggressivi dal momento che dispone della “regina” delle guerre mediatiche, Al Jazeera. L’emittente di Doha ci ha raccontato nel dettaglio le cosiddette Primavere Arabe, e spesso è stata ritenuta l’unica fonte sul campo da parte dei media occidentali. Peccato che Al Jazeera sia tutto tranne che imparziale, fa gli interessi di una visione del mondo particolare, e indirettamente anche dell’Occidente e degli Stati Uniti, e soprattutto non si fa remore a modificare la realtà pur di veicolare i contenuti che ritiene opportuni. Da qui lo sfogo del ministro dell’Informazione egiziano Doreya Sharaf, che ha attaccato duramente l’emittente qatariota, accusata di aver distorto la realtà a vantaggio dei Fratelli Musulmani nei recenti scontri al Cairo e in Egitto: opera senza alcun permesso, la sua presenza è illegale ed è una minaccia diretta alla sicurezza del Paese“, e poi ha aggiunto: “La chiusura è una richiesta popolare, e comunque gli egiziani non la guardino“. Ogni giorno dimostrano quanto sia non professionale la loro copertura“, ha recitato ancora un tweet dell’account ufficiale del governo. Al Jazeera da settimane garantisce una copertura a tappeto del fronte pro-Morsi, parteggiando per i Fratelli Musulmani in modo imbarazzante così come altrettanto imbarazzanti sembrano le bugie che, quotidianamente, l’emittente qatariota racconta sulla Siria a vantaggio dell’opposizione anti-Assad. Così come in Libia Al Jazeera contribuì non poco con la trasmissione di immagini false o non verificate a creare le basi per l’attacco militare contro Gheddafi.

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