Egitto. Il Cairo urla di rabbia contro Morsi, il "nuovo faraone" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 15 dicembre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Egitto. Il Cairo urla di rabbia contro Morsi, il “nuovo faraone”

Cambiare tutto per non cambiare nulla. La Rivoluzione egiziana sembra più simile a una rivoluzione gattopardesca che a un cambiamento reale. Anche per questo migliaia di egiziani hanno gremito piazza Tahrir per urlare la propria rabbia contro l’atteggiamento dittatoriale di Morsi, paragonato assieme al suo partito, i Fratelli Musulmani, a Mubarak.

Una piazza Tahrir gremita come un anno e mezzo fa, ma da allora quante cose sono cambiate. Mubarak non c’è più, il suo sistema di potere è stato sgretolato, ma l’Egitto rimane un Paese sospeso tra normalità e rivoluzione, un Paese corroso dalla rabbia di migliaia di giovani che, dodici mesi dopo, hanno la sensazione che Morsi li abbia presi in giro. Cambiare tutto per non cambiare nulla, dalla Sicilia all’Egitto sembra che la pulsione gattopardesca alla restaurazione di quanto vi era prima sia un’elemento comune. Morsi infatti viene paragonato dai laici a Mubarak, a un nuovo faraone che anzi ha già superato il dittatore Mubarak compiendo passi avanti significativi verso una vera e propria dittatura. A scatenare le proteste la decisione di Morsi di rafforzare i propri poteri a detrimento di quelli della magistratura. Inoltre Morsi ha blindato l’assemblea costituente e ha convocato decine di migliaia di fratelli musulmani di fronte al palazzo predisenziale Ettehadeya al Cairo. Sono migliaia invece i manifestanti che sono entrati nella piazza della rivoluzione, piazza Tahrir, per dire di no alla dichiarazione costituzionale e per scandire lo slogan già utilizzato contro Mubarak: “il popolo vuole la caduta del regime”. ’Tafferugli sono andati avanti per tutta la giornata nei pressi di piazza Tahrir, teatro di scontri gia’ da cinque giorni, in occasione del primo anniversario delle proteste nelle quali persero a vita 49 persone. Intanto diverse sedi degli uffici del partito dei Fratelli musulmani, il partito di provenienza di Morsi, sono stati incendiati da manifestanti ad Alessandria, Port Suez e Ismailyia. Il conteggio dei contusi e intossicati e’ salito a 56 solo al Cairo in serata, mentre in giornata i bollettini medici parlavano di cinquanta feriti ad Alessandria. Morsi dal conto suo invece continua ad andare avanti, sostenendo di voler adottare tali misure solamente per garantire stabilità economica e la transizione democratica. Per questo motivo Morsi ha respinto le accuse di essersi voluto appropriare del potere legislativo, e ha sostenuto di voler portare avanti la rivoluzione. L’opposizione laica però non gli crede, e ha gremito nuovamente piazza Tahrir. La sensazione è che la rivoluzione delle Piramidi, non sia ancora finita.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top