Egitto. Insurrezione al Cairo.In scena l'assalto al Palazzo | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Egitto. Insurrezione al Cairo.In scena l’assalto al Palazzo

Violentissimi scontri al Cairo dove le opposizioni, furibonde per il tentativo autoritario di Morsi e degli islamisti, si sono date appuntamento davanti al Palazzo Presidenziale, assaltandolo.  La polizia ha lanciato lacrimogeni e poi è arretrata, e il presidente Morsi ha abbandonato il palazzo. Ora il Paese è al bivio.

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L’Egitto è in fiamme, come se non di più rispetto a un anno fa, quando il potere era nelle mani di Hosni Mubarak. A un anno di distanza il dittatore non c’è più, c’è un nuovo presidente, Mohamed Morsi, leader dei Fratelli Musulmani, accusato da tutti di voler diventare lui, il nuovo “Faraone” egiziano. Morsi è stato accusato da più parti di essersi attribuito poteri dittatoriali grazie al decreto che ha posto il potere giudiziario sotto di lui. La costituente, boicottata dall’opposizione liberale per protesta, ha adottato tra giovedì e venerdì scorsi un progetto di Costituzione che sarà sottoposta a referendum il 15 dicembre. Le opposizioni hanno indetto una grande manifestazione di protesta per le strade del Cairo, con otto distinti cortei che, alla fin del percorso, si sono ritrovati tutti i fronte al palazzo presidenziale. I manifestanti, a migliaia, hanno assaltato il palazzo, ingaggiando duri scontri con la polizia, costretta a sparare diversi lacrimogeni nel vano tentativo di disperdere la folla. A un certo punto però i manifestanti hanno sfondato le barriere, assaltando direttamente l’ingresso del palazzo.

Secondo alcune fonti, il presidente avrebbe lasciato il palazzo subito dopo, per ritornare nella sua residenza privata nela periferia Est del Cairo. In serata, le forze di sicurezza si sono poi ritirate dal perimetro esterno del palazzo presidenziale di Mohamed Morsi, come ha riferito la tv di Stato. Quella del Cairo è sembrata a tratti una vera e propria insurrezione, con la polizia che ha faticato a disperdere la folla, perdendo terreno di fronte alla rabbia di un popolo che si sente tradito dopo che si era illuso di essersi liberato dal giogo di Mubarak e della giunta militare.  L’Egitto che potrebbe uscire dalla nuova Costituzione assegnerebbe al presidente un potere assoluto, incontrollabile anche dalla magistratura. In molti nutrono serie riserve sull’Assemblea Costituente, composta escludendo tutti i membri liberali, di sinistra e cristiani. Gli islamisti che appoggiano il presidente Morsi, per difendersi, affermano che i tribunali sono pieni di giudici fedeli al deposto regime di Hosni Mubarak, tuttavia la sensazione è che sia una mossa tattica per sostituire il vecchio potere con il proprio. Il 2 dicembre i sostenitori di Morsi avevano persino preso d’assedio la sede della Corte per fare pressioni sui giudici, aumentando così il clima da guerra civile tra opposte fazioni che ormai si respira in Egitto. Intanto però l’ombra dell’estremismo islamico di Morsi si allunga sulle piramidi, e la questione è seria dal momento che molte testate indipendenti oggi e domani non usciranno proprio per protestare contro la bozza di costituzione approvata la settimana scorsa dall’Assemblea, dominata da salafiti e musulmani.

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