Egitto. La Casa Bianca ora minaccia di rivedere gli aiutiTribuno del Popolo
venerdì , 31 marzo 2017
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Egitto. La Casa Bianca ora minaccia di rivedere gli aiuti

Il presidente americano Obama ha ordinato di rivedere i programmi di aiuto per il governo egiziano dopo il golpe che ha deposto Mohamed Morsi. Lo ha reso noto con una nota il Pentagono. 

Photo Credit (AFP Photo/Mahmud Hams)

Sentendo parlare il Pentagono verrebbe da pensare che la deposizione di Morsi da parte dell’esercito in Egitto sia stato un bel colpo per la politica della Casa Bianca nella regione. Morsi infatti aveva raccolto il testimone lasciato cadere dal deposto Mubarak, rassicurando gli interessi a stelle e strisce nella zona, visto e considerato il ruolo strategico dell’Egitto nella regione. Ora che i Fratelli Musulmani sono stati deposti a furor di popolo e che l’esercito ha messo al potere Mansour, ecco che la Casa Bianca inizia a sbuffare, temendo forse di perdere parte dell’influenza da sempre esercitata sull’Egitto e quindi sulla regione. Anche per questo il presidente Usa Barack Obama ha ordinato una rivalutazione dei programmi d’aiuto americani per il governo egiziano. “Considerati gli eventi della settimana scorsa, il presidente invita i dipartimenti e le agenzie interessate a rivalutare la nostra assistenza al governo egiziano“, si legge nel comunicato, che non cita esplicitamente l’estromissione dal potere del presidente egiziano Mohamed Morsi da parte dell’esercito. Insomma gli Usa valutano con attenzione la situazione, anche se per il momento non dovrebbe venire interrotta la prevista fornitura all’Egitto di quattro aerei F-16 .Al momento Obama e la sua amministrazione hanno accuratamente evitato di usare l’espressione “colpo di Stato” per descrivere la situazione in Egitto. Una simile definizione comporterebbe infatti la cessazione degli ingenti aiuti destinati all’esercito egiziano, circa 1,3 miliardi di dollari l’anno. Intanto in Egitto il primo ministro ad interim, Hazem Beblawi, sta proseguendo le consultazioni per formare un nuovo governo di transizione. Beblawi non ha escluso a proiori la presenza di rappresentanti dei Fratelli musulmani nel nuovo governo: “Se faranno un nome qualificato, la proposta potrà essere esaminata”, ha detto il premier alla France Presse. Peccato che proprio i Fratelli Musulmani abbiano rifiutato l’offerta, aggravando la crisi e facendo temere una guerra civile: Non faremo accordi con i putchisti. Respingiamo tutto ciò che deriva da questo colpo di Stato“, ha commentato un portavoce della Fratellanza, Tareq al Morsi.L’Egitto rimane così spaventato dallo spettro di una guerra civile che potrebbe concretizzarsi da un giorno all’altro. Nella giornata di venerdì si teme il peggio con i sostenitori di Morsi che hanno indetto  una grande manifestazione contro l’attuale “governo usurpatore”. L’Alleanza Nazionale per il Sostegno alla Legittimità, guidata dalla Fratellanza Musulmana cui appartiene Morsi, ha diffuso nella notte un appello per una marcia da un milione di persone per domani, primo venerdì di preghiera del mese sacro di Ramadan. Il timore è quello di nuovi assalti ai palazzi del potere con l’esercito che potrebbe rispondere al fuoco come nel caso della strage di qualche giorno fa. 

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