Egitto. La storia di Alaa Abdel FattahTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Egitto. La storia di Alaa Abdel Fattah

Alaa Abdel Fattah è un attivista e blogger egiziano, che in molti considerano il più importante leader politico della rivoluzione. Tutti i regimi che si sono susseguiti da Mubarak in poi hanno voluto il suo arresto. È successo di nuovo ieri, quando è stato prelevato a casa sua verso le 10 di sera.

Fonte: Oltremedianews

Sua moglie Manal, anche lei attivista per i diritti umani, ha riferito che 20 uomini delle forze di sicurezza, armati e col volto coperto, sono entrati in casa sequestrando computer e telefonini. Alla richiesta di Alaa di poter vedere il mandato di arresto alcuni di loro lo hanno colpito violentemente per poi schiaffeggiare anche lei, come di tradizione. È così che la moglie lo ha visto per l’ultima volta, mentre il loro bimbo di due anni dormiva nella stanza accanto.

Alaa non è un semplice blogger. È temuto perché molti in lui vedono il vero leader della rivoluzione di Tahrir. L’autorità egiziana lo accusa di incitare i manifestanti e di complottare contro il governo. L’ordine per il suo arresto è stato dato il 27 novembre. Proprio in quel giorno lui rilascia una dichiarazione dal titolo “A Charge I don’t Deny and an Honour I don’t Claim” pubblicata sulla sua pagina Facebook. Afferma le sue intenzioni di costituirsi alle autorità sabato 30 novembre, come comunicato loro tramite telegramma. La polizia, però, non ha concesso il tempo di costituirsi, lo ha prelevato da casa sua con una violenza mai usata prima. È proprio la violenza usata che spaventa la moglie, che ha pubblicato le foto delle macchie di sangue in casa dopo l’arresto.

Alaa era stato arrestato per la prima volta dal regime di Mubarak nel 2006, di nuovo nel 2011 da quello di Tantawi  ed era stato indagato anche dal regime di Morsi. È successo di nuovo ieri da quello che lo stesso Alaa aveva definito, nella dichiarazione del 27, il regime dei Quattro. I quattro sono Sisi, Beblawi, Ibrahim e Mansour. È successo perché questo ragazzo coraggioso continua a denunciare tutte le violazioni nell’Egitto di oggi, e lo fa chiamando le cose con il loro nome.

Sempre ieri una corte ha condannato a undici anni decine di attiviste, ragazze, molte delle quali minorenni, accusate di appartenere alla Fratellanza Musulmana.

Elda Goci

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