Egitto. Monta la rivolta contro il "nuovo" Faraone | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
domenica , 22 ottobre 2017
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Egitto. Monta la rivolta contro il “nuovo” Faraone

Continua la tensione in Egitto dopo che il presidente Morsi ha dichiarato che la sua stretta sul potere è solo temporanea. Intanto però sono migliaia i manifestanti che non sono disposti a tollerare quello che sarebbe un “tradimento” della Rivoluzione, e lo spettro di una guerra civile esiste.

L’Egitto sembra esse di fronte a un bivio vero e proprio, questa volta però i manifestanti infuriati non ce l’hanno più con Mubarak, bensì con Mohamed Morsi, l’uomo nuovo dei Fratelli Musulmani, quello che almeno in teoria avrebbe dovuto rappresentare la svolta moderata dell’Egitto. Morsi invece ha lanciato un decreto, chiamato “Dichiarazione costituzionale” nel quale ha accentrato su di sè tutti i poteri, ufficialmente per difendere la “rivoluzione” e traghettare il Paese verso la democrazia. Il timore vero però è che Morsi stia invece varando una vera e propria involuzione autoritaria che potrebbe portare a una sorta di riedizione della dittatura di Mubarak, questa volta però intrisa di islamismo. Anche perchè in Egitto di solito le misure temporanee ed eccezionali finiscono in un modo o nell’altro per diventare permanenti. Oggi al Cairo il potere giudiziario si divide tra coloro che sostengono l’idea della giustizia rapida di Morsi e coloro che dicono di lottare per lo stato di diritto e per l’indipendenza delle toghe. Attualmente i leader della fazione pro-giudici sono compromessi per aver supportato per anni il regime di Mubarak, e ora Morsi vuole far credere all’opinione pubblica che siano proprio i giudici a mettere i bastoni tra le ruote della transizione alla democrazia. I Fratelli Musulmani però portano avanti coscientemente un progetto islamista, per questo motivo la decisione di i rendere immune da qualsiasi impugnazione legale la controversa Assemblea costituente – che abbonda di islamisti e loro simpatizzanti – sembra fornire una certa evidenza in questo senso. In sostanza i Fratelli Musulmani intendono scrivere la Costituzione secondo i propri voleri, ignorando qualsiasi questione politica e legale a riguardo.La Corte Costituzionale sarà chiamata ad emettere un suo verdetto sulla legittimità dell’Assemblea il prossimo mese, e ci si aspetta che la sciolga perché molti dei suoi membri provengono da un parlamento che era stato dissolto a sua volta. A quel punto sarebbe la seconda volta che un’Assemblea costituente sarebbe stata azzerata a causa di dispute sui criteri di selezione dei suoi componenti. I venti di guerra civile però ora spirano fortissimo dopo che giudici, politici e laici si stanno schierando contro Morsi e i Fratelli Musulmani . Sinistra e liberali sembrano essersi uniti per combattere contro gli islamisti, spaccando de facto il Paese in due.  I giudici al momento  hanno dichiarato che faranno sciopero in modo da bloccare il sistema legale finché Morsi non farà un passo indietro. Con ognuna delle parti che spinge la gente a scendere in piazza, il timore è che l’Egitto possa sprofondare in una guerra civile vera e propria. Visto e considerato poi che le forze conservatrici dell’esercito e della sicurezza continuano a pensare che l’Egitto non sia ancora pronto per la democrazia, il rischio sembra essere davvero reale.

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