Egitto. Morsi respinge l'ultimatum e sfida l'esercitoTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Egitto. Morsi respinge l’ultimatum e sfida l’esercito

Morsi ha deciso di respingere l’ultimatum dell’esercito: “Proseguirò nella mia azione di riconciliazione nazionale”. E ora il Paese, sempre più diviso, rischia di sprofondare seriamente nella guerra civile.

Phoho Credit (AFP Photo / Gianluigi Guercia)

L’esercito ieri era stato chiaro: 48 ore di tempo a Morsi per trovare una soluzione politica alla crisi, altrimenti sarebbe intervenuto presentando una road map la cui applicazione verrà controllata “direttamente” proprio dall’esercito.  L’annuncio di quello che pareva un ultimatum è stato accolto con un immenso boato da piazza Tahrir, ma respinto dai Fratelli Musulmani e contestato dal presidente Morsi come una minaccia di golpe.Le forze armate egiziane sono state costrette più tardi a precisare, respingendo le accuse di golpe e affermando che il loro ultimatum è mirato a “spingere le forze politiche a raggiungere un consenso” dopo avere ascoltato le richieste della piazza. Anche il ministro della Difesa e il capo delle forze armate, il generale Abdel Fattah al-Sisi, hanno ribadito questa posizione a Morsi, che però non ne ha voluto sapere. Sordo a ogni mediazione, Morsi in un comunicato ha respinto l’ultimatum dell’esercito, aggiungendo che i militari dovrebbero farsi da parte per non interferire con la vita civile del Paese. “Le richieste dei militari  non possono essere prese in considerazione”, ha detto, aggiungendo che “alcune frasi contenute nell’ultimatum stesso potrebbero creare confusione”. Subito dopo Mohammed Morsi ha parlato direttamente al telefono con Barack Obama e il presidente Usa gli avrebbe chiesto di dimostrare di essere “reattivo alle preoccupazioni del popolo”, sottolineando che la crisi potrebbe essere risolta solo attraverso un processo politico. Con il suo rifiuto Morsi, di fatto, rinuncia a trovare una soluzione negoziata alla crisi, con tutto quello che ne potrebbe conseguire. Il movimento dei “Ribelli” hanno accolto positivamente il comunicato dell’esercito e hanno sollecitato i manifestanti a rimanere in piazza fino alle dimissioni di Morsi, tant’è che in serata migliaia di persone si sono riunite nuovamente in piazza Tahrir al Cairo. Poco prima anche l’opposizione aveva dato un ultimatum al presidente Morsi: “Ha tempo fino a domani, martedì 2 luglio, alle 17, per lasciare il potere e consentire alle istituzioni di prepararsi per elezioni presidenziali anticipate”. Altrimenti “inizieremo una campagna di assoluta disobbedienza civile”. E ora? Intanto ci sono stati nuovi scontri con le sedi dei partiti islamici assaltate al Cairo e un bilancio di 16 morti e diversi feriti in tutto il Paese.  Il timore è quello di una spirale di violenza che possa esplodere all’improvviso, ancor più che Morsi, rifiutando ogni dialogo, nei fatti sfida i 17 milioni di persone scese in piazza che hanno chiesto le sue dimissioni. Il timore è che Morsi voglia arrivare allo scontro duro, con tutto quello che ne potrebbe conseguire.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO


Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top