Egitto. Morsi usa il pugno di ferro e limita il potere dei militari | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 23 novembre 2017
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Egitto. Morsi usa il pugno di ferro e limita il potere dei militari

Il presidente dei Fratelli Musulmani Morsi ha silurato il capo delle forze armate dal governo e ha nominato un suo vice di fiducia. Cancellata anche la Costituzione ad interim che prevedeva un ruolo speciale per l’esercito.

Con un’azione di forza il presidente egiziano Mohammed Morsi ha deciso di imprimere una svolta significativa al suo governo. Il nuovo presidente egiziano infatti, ha cancellato la Costituzione ad interim che concede ampi poteri ai militari e ha rimosso dalla sua carica il capo delle forze armate, nonchè ministro della Difesa, il generale Hussein Tantawi. Ma non è finita qui, Morsi ha anche emesso alcuni decreti con i quali ha abolito la dichiarazione costituzionale del giugno scorso con la quale era stato deprivato di diversi poteri dalla giunta militare prima di insediarsi. Il nuovo ministro della Difesa  comandante delle forze armate scelto da Morsi è il generale Abdel Fatah El-Sisi. Il suo predecessore, appena rimosso, Tantawi, è rimasto al potere per 20 anni durante il regime di Hosni Mubarak, e il fatto stesso che dopo la caduta del Raìs ci fosse ancora lui ha sollevato diverse critiche in tutto il Paese.  Il presidente ha anche cominciato a lavorare su un vero e proprio cambio ai vertici del paese. A questo proposito ha nominato a sorpresa un magistrato, Mahmoud Mekki, già vicepresidente della Corte di Cassazione, come suo vicepresidente della Repubblica. Ma il presidente Morsi ha anche rimosso il capo di stato maggiore della difesa e numero 2 del Consiglio Supremo della Difesa, generale Sami Anan, sostituendolo con il generale Sidki Sobhi. E’ chiaro il tentativo di Morsi di creare un entourage di governo a lui fedele e legato per riconoscenza. Inoltre Morsi ha anche abolito la dichiarazione costituzionale emessa il 17 giugno scorso dal dal Consiglio Supremo delle Forze Armate, capeggiato dal maresciallo Tantawi, l’organismo che aveva assunto i poteri presidenziali dopo l’allontanamento di Mubarak dal potere, l’11 febbraio 2011. Tale dichiarazione prevedeva che il presidente della repubblica non sarebbe stato più capo supremo delle forze armate, riservando l’incarico allo stesso Tantawi, così come quello di ministro della difesa. Alla luce di questo provvedimento i militari avevano in poche parole reclamato il diritto di esercitare il potere legislativo dopo lo scioglimento del Parlamento, e volevano riuscirci utilizzando  una sentenza della Corte Costituzionale che il 14 giugno aveva dichiarato illegittime alcune norme della legge elettorale in base alla quale tra novembre e gennaio si erano svolte le legislative. Morsi ha dunque utilizzato il “pugno di ferro”, dimostrando che il nuovo Egitto non intende sottostare al rigido controllo dei militari, ampiamente compromessi con il vecchio regime di Mubarak.

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