Egitto nel caos, pugnalato un americano, esercito all'ertaTribuno del Popolo
sabato , 21 ottobre 2017
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Egitto nel caos, pugnalato un americano, esercito all’erta

Si infiamma nuovamente l’Egitto con il caos che è esploso alla vigilia del 30 giugno, vigilia del primo anniversario di presidenza di Morsi, aspramente contestato dall’opposizione, che ora la paragona a Mubarak. Ieri si sono verificati scontri durissimi nel Paese con oltre 140 feriti tre morti tra cui un americano ucciso da una coltellata mentre filmava la battaglia ad Alessandria.

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L’Egitto piomba ufficialmente nel caos. Avevamo parlato di un clima da guerra civile e dell’esercito che si era mobilitato a difesa di tutti i punti sensibili, ma la situazione, a meno di ventiquattro ore dal 30 giugno, il giorno del primo anniversario della presa del potere da parte di Morsi, rischia di precipitare nella violenza. L’opposizione laica e progressista, ma anche i lealisti dell’ex Raìs, sembrano voler unirsi nel tentativo di destabilizzare il precario governo dei Fratelli Musulmani, incapaci di dare stabilità al Paese e soprattutto di dare speranza e futuro ai giovani, che sono molti soprattutto nelle grandi città. Così ieri sono scoppiati durissimi scontri in tutto l’Egitto, con l’opposizione che ha preso d’assalto le sedi dei Fratelli Musulmani ad Alessandria e Port Said. Sono seguiti scontri feroci tra opposte fazioni che hanno portato a un bilancio di tre morti, tra i quali un americano ucciso da una coltellata ad Alessandria mentre filmava gli scontri. Ci sarebbero anche 140 feriti anche gravi, colpiti da proiettili a pallettoni. Come se non bastasse in serata un esplosione ancora incerta a Port Said ha ucciso un altra persona nel corso di un raduno contro Morsi. Così mentre da un lato si raduna l’opposizione anti-Morsi, decisa ad andare fino in fondo, dall’altra si radunano anche i fan islamisti dei Fratelli Musulmani, una polarizzazione che spaventa, soprattutto l’esercito, convincendolo a scendere in campo in prima persona. Ad Alessandria la sede della Fratellanza e’ stata data alle fiamme davanti ad una folla che inneggiava contro la guida spirituale del movimento, il chiaro segnale che parte dell’Egitto non ha alcuna intenzione di finire nell’orbita islamista. L’opposizione tralaltro fa leva anche sui sentimenti antiamericani di un popolo che vede proprio gli Stati Uniti voler appoggiare l’islamismo più retrivo pur di fare i propri interessi, vedi quello che sta succedendo in Siria da oltre due anni e mezzo.In serata la piazza degli anti Morsi, la mitica piazza Tahrir, e il piazzale davanti alla moschea Rabaa el Adaweya, scelta dagli islamici per il loro sit in di sostegno a Morsi, erano colme di decine di migliaia di persone.Il portavoce della Fratellanza Gehad el Haddad ha accusato ‘teppisti’ dell’ancien regime di aver lanciato gli attacchi alle sedi della Fratellanza, ma anche rilanciato su twitter le voci secondo le quali a piazza Tahrir sono state distribuite foto dell’ex rais Hosni Mubarak. Se fosse vero questo significherebbe che in molti, in Egitto, vorrebbero solo un ritorno alla normalità. Da qui l’intervento dell’esercito, che ha dichiarato che non lascerà sprofondare il Paese nel caos. L’Egitto attende, spaventato e impaurito, di conoscere il suo futuro.

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