Egitto. Nuovo venerdi' di proteste riempie ancora una volta piazza Tahrir | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Egitto. Nuovo venerdi’ di proteste riempie ancora una volta piazza Tahrir

Tutto è nato un anno fa in piazza Tahrir e oggi, con un Egitto diviso e il Parlamento che è stato sciolto dalla giunta militare, i manifestanti hanno deciso di riempire nuovamente la piazza. Intanto continua il braccio di ferro tra Morsi, candidato dei Fratelli Musulmani, e Shafiq, ex premier di Mubarak, considerato il volto dell “ancien regime”.

Si terrà oggi, nella giornata di venerdì, una nuova simbolica manifestazione in piazza Tahrir, luogo reso celebre per aver ospitato le enormi adunte di popolo nelle manifestazioni contro Mubarak e la giunta militare. Questa volta ad aver indetto la giornata di protesta sono stati i Fratelli Musulmani e i partiti di Al Nour e Al Wasat, tutti uniti nel non riconoscere la nuova Costituzione e soprattutto nel protestare contro  lo scioglimento del Parlamento, il rinvio dell’annuncio dei risultati del ballottaggio e l’intervento del Consiglio supremo delle Forze Armate nel periodo di transizione. Il Partito di Giustizia e Libertà, braccio politico della Confraternita, continuerà invce a manifestare in piazza Tahrir fino a quando non saranno soddisfatte le richieste della Rivoluzione del 25 gennaio, come dichiaratao dal portavoce dei Fratelli Musulmani Mahmoud Ghozlan sulla pagina Facebook del movimento. La Fratellanza ha già iniziato mercoledì un sit-in a piazza Tahrir per contestare la decisione della Corte costituzionale di sciogliere il Parlamento e il rinvio dell’annuncio dei risultati del ballottaggio.

C’è ancora attesa inoltre per i  risultati delle elezioni presidenziali egiziane, che potrebbero arrivare domani o domenica. Ieri sono circolate indiscrezioni, smentite dalla Fratellanza, di una prova di forza dietro le quinte fra militari e Fratelli musulmani per spianare la strada all’annuncio della vittoria di Mohamed Morsi e che sarebbero il vero motivo per il ritardo dell’annuncio. Almeno in pubblico la Confraternina ha voluto mettere in guardia da quello che non ha esitato a definire un autentico colpo di stato qualora venisse seriamente eletto Shafiq, ex premier del governo Mubarak, considerato un uomo della continuità con il vecchio regime. Anche per questo motivo la Confraternita ha invocato l’intervento della piazza che si è subito riempita di migliaia di persone alla vigilia della giornata di oggi, considerata molto “calda”. Come se non bastasse nelle ultime ore AL Jazeera ha diffuso la voce che il Consiglio militare avrebbe proposto alla Fratellanza uno scambio ben preciso: l’elezione di Morsi, il candidato della Confratrnita, a presidente, e in cambio il ritorno a casa dei manifestanti. Se i Fratelli Musulmani dovessero accettare, a quel punto perderebbero ogni margine per azzerare lo scioglimento del Parlamento  e l’integrazione costituzionale adottata dai militari e che limita i poteri presidenziali. Anche per questo i Fratelli Musulmani avrebbero quindi deciso di respingere l’invito del Consiglio militare ad un incontro per evitare di essere accusati di fare accordi con i militari, ormai ampiamente screditati in tutto il Paese. In una dichiarazione pubblicata da al Ahram online,i movimenti rivoluzionari hanno sollecitato il candidato dei Fratelli musulmani a dare garanzie e a fare passi concreti non appena nominato, respingendo l’integrazione costituzionale e adottando misure urgenti come la liberazione di tutti i prigionieri politici e l’abrogazione della decisione che permette ai militari di arrestare civili

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top