Egitto. Si preparano nuove leggi antiterrorismoTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Egitto. Si preparano nuove leggi antiterrorismo

Egitto. Si preparano nuove leggi antiterrorismo

Dopo l’assassinio per mano islamista del Procuratore Generale Hisham Barakat ucciso lunedì da un attentato nel centro di Il Cairo, il governo egiziano ha deciso di adottare una nuova legislazione di sicurezza per rendere più veloci i processi per terrorismo. Il presidente dell’Egitto Al-Sisi dunque risponde al terrorismo con il pugno di ferro proprio mentre l’Isis prova a penetrare in Sinai.

L’Egitto di Al-Sisi non sarà sicuramente un esempio di “democrazia” ma il generale divenuto presidente egiziano ha se non altro il fermo convincimento di voler utilizzare ogni mezzo per fermare il terrorismo islamico. L’Egitto del resto si trova sotto attacco da parte del terrorismo ormai da diverso tempo, si tratta del frutto avvelenato della presa del potere di Al-Sisi, che ricordiamolo prese il potere destituendo Morsi e i Fratelli Musulmani dopo aver risposto a oltre venti milioni di firme raccolte dalla sinistra e dai cosiddetti “Tamarrod” che hanno chiesto l’aiuto dell’esercito per rompere la morsa islamista impressa da Morsi. I Fratelli Musulmani infatti hanno vinto le prime elezioni democratiche dopo la destituzione di Mubarak, ma hanno ben presto cominciato a islamizzare il Paese, spaventando tutta la parte laica del Paese, non certo minoritaria. Da qui la svolta Al-Sisi, uomo che gode di forte consenso popolare in quanto per molti viene visto come l’uomo della provvidenza che ha salvato l’Egitto dal caos e da una probabile guerra civile. Al-Sisi però è un generale e di conseguenza utilizza metodi duri, basti vedere come il governo egiziano ha risolto la questione dei Fratelli Musulmani che sono stati, non del tutto a torto, resi illegali a causa di legami con il terrorismo. Anche Morsi è stato arrestato e condannato a morte in quanto ritenuto colpevole di aver favorito una evasione di massa nei giorni della “Rivoluzione”.

Va anche detto che da tempo l’Egitto si trova sotto attacco da parte di jihadisti ed estremisti islamici, ancor più che molti Fratelli Musulmani hanno deciso di darsi alla clandestinità per combattere il governo. Lunedì ad esempio il Procuratore generale Hisham Barakat è stato assassinato con una autobomba nei pressi del quartiere di Heliopolis nel cuore del Cairo. Si è trattato di un attentato in grande stile che ha colpito l’uomo ritenuto il simbolo dei processi ai Fratelli Musulmani e che è stato colpito proprio per spaventare il governo e mostrare che i terroristi islamici sono in grado di colpire in qualsiasi momento. Non solo, anche nel Nord del Sinai i jihadisti hanno preso d’assalto ben cinque check-point militari, incluso quello di Rafah. Il jihadismo sta dunque cercando di scatenare il caos anche in Egitto, forse un modo per punire il Cairo di aver eliminato il governo Morsi che era appoggiato direttamente da Arabia Saudita e Turchia. Morsi comunque ha risposto sostenendo che l’Egitto adotterà una nuova legislazione di sicurezza per rendere più veloci i processi nei confronti dei presunti terroristi, una ulteriore stretta decisa per mostrare il paese unito di fronte al terrorismo. La notizia è stata ripresa anche dal New York Times che ha riportato le parole di Al-Sisi, uomo che ha deciso di dichiarare guerra aperta allo Stato Islamico cui si sono affiliati diversi gruppi salafiti egiziani. Del resto proprio l’Egitto ha bombardato senza troppi problemi le postazioni dell’Isis a Derna in Libia qualche mese fa, quando un gruppo dell’Isis aveva sgozzato un gruppo di pescatori egiziani rapiti.

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