Egitto. Uccisi 24 poliziotti nel Sinai, è allarme terrorismoTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Egitto. Uccisi 24 poliziotti nel Sinai, è allarme terrorismo

Egitto ancora nel caos con 24 poliziotti che sono rimasti uccisi nel Nord del Sinai. Il bilancio dopo una settimana di scontri è di 1000 morti, ma i Fratelli Musulmani non intendono fare passi indietro.

L’Egitto si sveglia con nello sfondo il pericolo del terrorismo. E’ accaduto nel Nord del Sinai dove un commando jihadista secondo fonti dell’esercito ha assaltato due blindati dell’esercito facendo scendere gli agenti e giustiziandoli dopo averli messi in riga. L’attacco, in stile jihadista, è avvenuto vicino ad Abu Taqila. I poliziotti provenivano dal varco di Rafah, al confine con Gaza. Gli assalitori hanno inoltre distrutto i bus sparando razzi con rpg. Dei poliziotti in pochi parlano ma dall’inizio degli scontri ne sono morti a decine, al Cairo come nel Sinai, spesso freddati e sgozzati da estremisti islamici. I pro-Morsi comunque non accennano a fermarsi e ignorano le richieste di fare un passo indietro da parte dell’esercito, rendendo la situazione potenzialmente esplosiva. Anche oggi infatti si terranno nuovi cortei pro-Morsi, ma ora si sta innervosendo anche l’altro Egitto, quello che era sceso in piazza coi Tamarod il 30 giugno per chiedere all’esercito di rimuovere i Fratelli Musulmani dal potere. Ieri il generale Abdel el Sissi, l’uomo forte dell’Egitto, aveva rivolto un messaggio a metà fra il monito e l’apertura ai Fratelli musulmani. Ma la situazione è esplosiva e ormai fuori controllo, lo dimostra che nella giornata di ieri almeno 38 Fratelli Musulmani sono stati uccisi nel blindato che li trasferiva da un carcere ad un altro nella zona del delta del Nilo, dopo che un commando di loro confratelli aveva assaltato il convoglio per cercare di liberarli. Il blitz delle forze di sicurezza, ancora oscuro nella dinamica (si parla di una violenta sparatoria, ma anche di detenuti asfissiati dai gas nell’automezzo), è andato in scena poco dopo il monito lanciato dal nuovo uomo forte del Cairo, il generale Abdel Fatah al-Sissi: ”Non ci piegheremo agli islamisti”. Proprio Al-Sissi si è spinto a evocare apertamente il rischio del baratro per il Paese, ovvero il rischio di una guerra civile di stampo confessionale che farebbe sprofondare il Paese nella rovina. Il generale ha parlato nel giorno in cui è stata ufficializzato l’addio non solo al governo ma all’Egitto di Mohamed El Baradei: l’ormai ex vicepresidente e premio Nobel per la pace che ha fatto le valigie alla volta di Vienna dopo essersi dissociato dalla linea dura del governo istituito dai militari. Ma ora si stanno svegliando anche gli anti-Morsi, stanchi ed esacerbati dal fatto che tutto il mondo parli di Morsi e dei Fratelli Musulmani dimenticando che nemmeno un mese prima più di dieci milioni di egiziani sono scesi in piazza per chiedere le dimissioni di Mohamed Morsi. 

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