Egitto. Vietate tutte le attività dei Fratelli MusulmaniTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Egitto. Vietate tutte le attività dei Fratelli Musulmani

Una corte egiziana ha vietato tutte le attività dei Fratelli Musulmani in Egitto. Anche i suoi beni immobili verranno confiscati.

La Corte proibisce le attività dei Fratelli Musulmani e della sua organizzazione non governativa, tutte le attività cui partecipa, e ogni organizzazione derivante“, queste le dure parole del presidente della corte Mohammed Sayed, che si è espresso a riguardo dell’attività politica dei Fratelli Musulmani. La Corte del Cairo per gli affari correnti ha anche ordinato la confisca di tutti i beni del gruppo, dagli immobili fino ai fondi. La decisione ha destato, come comprensibile, parecchio scalpore all’interno della società egiziana. Come prevedibile i membri dei Fratelli Musulmani hanno esecrato la decisione della corte definendola una “decisione totalitaria”, come ha accusato il capo del gruppo Ibrahim Moneir ai microfoni di Al-Jazeera, “Voi siete dei perdenti e la Fratellanza rimarrà con l’aiuto di Dio, non per gli ordini giudiziari di Al Sisi“, ha poi aggiunto facendo riferimento al comandante in capo dell’esercito egiziano che ha comandato il colpo di Stato che ha portato alla deposizione di Mohamed Morsi. La Fratellanza è stata messa fuori legge per la maggior parte degli 85 anni della sua esistenza, e questa è stata la peggiore crisi da quando nel 1950 venne messa fuori legge per la prima volta. La Fratellanza era riuscita a uscire dalla clandestinità dopo la caduta di Mubarak, a creare un fronte politico e a organizzare le elezioni del post-Mubarak. Nel giugno del 2012 la Fratellanza di Morsi vinse le elezioni presidenziali, tuttavia il 3 luglio 2013 l’esercito, forte di oltre venti milioni di firme raccolte per deporre Morsi, ha preso il potere sospendendo la Costituzione e accordandosi con l’opposizione laica. Subito dopo i Fratelli Musulmani hanno dichiarato di voler prendere le armi per difendere il governo, e centinaia di loro sono stati arrestati per violenze. Nel marzo 2013 proprio la Fratellanza si era registrata come una organizzazione non governativa in risposta ai suoi oppositori che accusavano di portare il loro stato legale nelle corti di giustizia. Dopo la sospensione della Costituzione islamista fortemente voluta da Morsi, la corte amministrativa e il ministero della solidarietà sociale del Cairo hanno ricevuto l’ordine di rivedere lo stato legale della Fratellanza. Già nei primi giorni di settembre alcuni giudici egiziani avevano suggerito la dissoluzione legale della Fratellanza Musulmana; la decisione della corte ora, contro cui i Fratelli Musulmani faranno ricorso, potrebbe convincere molti membri del gruppo ad andare in clandestinità per continuare la lotta contro lo Stato. Di fatto, l’eliminazione dalla scena dei Fratelli Musulmani rappresenta invece un rafforzamento della base sociale del potere di Al-Sisi, il quale negli ultimi mesi ha mostrato di guardare più al Cremlino e a Damasco che a Washington e Tel Aviv, con tutte le conseguenze che potrebbero derivarne.

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