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martedì , 30 maggio 2017
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Election day. Scontro nella maggioranza

Accorpare le elezioni politiche e regionali (di Lazio, Molise e Lombardia) oppure andare alle urne in due tornate diverse? Il clima pre-elettorale è più caldo che mai e la strana maggioranza discute su tempi e modalità di voto. Nei giorni scorsi  il ministro Anna Maria Cancellieri ha annunciato la separazione delle due votazioni, ma i partiti, ognuno per le proprie ragioni, dice di no.

Dopo il grande evento delle elezioni americane, gli Italiani iniziano a guardare un po’ più da vicino quelle in casa loro. Oltre alle elezioni nazionali, si voterà a breve anche per rinnovare il consiglio regionale di Lazio, Lombardia e Molise travolti dai recenti scandali. Solo pochi giorni fa il Viminale ha proposto di votare per il  governo in primavera e per le giunte regionali l’11 o il 12 Febbraio. Come era prevedibile non si è dovuto attendere molto prima di sentire le repliche del mondo politico direttamente interessato alla vicenda.

 Pdl Udc hanno ribadito con forza la loro contrarietà ad una separazione delle tornate elettorali perché, spiega Casini, “non siamo nelle condizioni di poterci permettere cinque mesi di campagna elettorale”. Anche l’ex guardasigilli Alfano ha esternato la sua avversione alla proposta accusando il Pd, che invece si è detto favorevole alla scissione, di voler aggravare ulteriormente il carico fiscale dei contribuenti con lunghe campagne elettorali.

Alcuni credono che da un lato il Pdl vorrebbe cercare di contenere i danni e tentare il tutto per tutto in un singolo evento, mentre dall’altro il Pd, che sicuramente oggi sembra essere più saldo del suo dirimpettaio in parlamento, non avrebbe alcun interesse ad accelerare i tempi. La politica è fatta, lo diceva già Machiavelli, di molta tattica e nel giro di circa un anno centro-destra e centro-sinistra hanno invertito le loro prospettive. Quando si trattò di votare sul legittimo impedimento, sul nucleare e sulla privatizzazione dell’acqua il Pd chiedeva di fissare la votazione in una data diversa da quella delle elezioni amministrative, mentre il Pdl spingeva per l’accorpamento. Le attuali strategie politiche dunque, più che mirare ad un risparmio per le casse statali, sono espressione delle necessità del momento vista da due punti di vista diversi.

 Una soluzione a questa divergenza di interessi potrebbero però averla trovata il Capo dello Stato Napolitano e il premierMonti che ieri, dopo un fitto colloquio, hanno proposto di fissare un’elezione unica per nazionali e regionali a inizio Marzo. Così facendo i tre partiti che supportano il governo tecnico potrebbero giungere ad una sintesi favorevole per tutti.

L’unico scoglio ancora da superare, è quello relativo all’approvazione in via definitiva della legge di stabilità e quello dell’istituzione di una nuova legge elettorale. Sia il Quirinale che il Governo vorrebbero evitare infatti di interrompere ex abrupto l’attuale legislatura. Una rassicurazione a tal proposito è giunta dal presidente del Senato Renato Schifani, che ha confermato che la discussione sulla legge elettorale verrà fissata in aula entro e non oltre Novembre.

abrizio Leone

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