ELEZIONI 2013 Intervista alla dottoressa Caterina Avanza: Candidata alla Camera dei Deputati per Rivoluzione Civile | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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ELEZIONI 2013 Intervista alla dottoressa Caterina Avanza: Candidata alla Camera dei Deputati per Rivoluzione Civile

Per la nostra inchiesta sull’offerta politica per gli italiani all’estero, il nostro inviato da Bruxelles, Andrea Stratta, continua le sue interviste agli addetti ai lavori. Dopo la Baldaccini, candidata per Sel, è il turno della Dottoressa Avanza, candidata per Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia. 

avanzo

Dottoressa Avanza, ci può dire qualcosa a proposito della sua esperienza di emigrante? mi sembra di aver capito che ormai lo è da parecchi anni.

Dottoressa Avanza: – Come tanti della mia generazione, anche io ho una vita mobile per scelta e per necessità. Ho fatto l’ Erasmus al liceo, ho conseguito una maturità francese, poi sono tornata in Italia e ho fatto l’università a Bologna, e l’ Erasmus a Dublino. Poi ho fatto uno stage in Perù e poi un master a Parigi dove alla fine vivo da dieci anni. Questa mobilità ci permette di vedere cosa funziona altrove – e che quindi potremmo importare – e quello che invece funziona bene in Italia e che bisogna pubblicizzare – come per esempio l’esperienza delle cooperative sociali italiane. Nel mio lavoro, ETHICANDO, cerchiamo proprio di fare questo.

Dottoressa Avanza, io sono emigrato a Brussels da poco più di un mese, sono uno dei tanti che compongono il 37% di tasso di disoccupazione giovanile, sono un po’ preoccupato per il futuro e siamo in tanti a esserlo, come intendete incentivare l’assunzione dei giovani senza utilizzare contratti atipici (CoCoPro, CoCoCo etc.)? Come intendete ottenere la copertura finanziaria?

Dottoressa Avanza: –  Fare dei contratti di alternanza che permettano agli studenti di dividere il proprio tempo fra l’impresa e la scuola.

- Creare degli incentivi per l’assunzione dei giovani. Il primo impiego è spesso quello che pone problema. Quindi prevedere degli sgravi fiscali conseguenti per le imprese che assumono giovani a durata indeterminata. La copertura finanziaria può venire dall’aumento dell’IVA sulle bevande gassose, l’alcol e i tabacchi (10 miliardi di euro) e dall’abbassamento progressivo ma definitivo delle spese militari. Armare l’Italia non serve a nulla mentre investire sui giovani, sulla ricerca, sulla scuola, sulla cultura è il motore della ripresa economica. Un paese che non investe sui giovani, che li forma e se li lascia scappare all’estero è un paese che è destinato al fallimento.

Dottoressa Avanza, come intendete affrontare il problema della formazione professionale? a me sembra che il legame effettivo tra Università e accesso al mondo del lavoro sia limitato a fornire manovalanza a “prezzi di puro realizzo” al mercato del lavoro, vitto e alloggio a carico dello studente di turno, quindi delle famiglie…poi ricerca di nuove opportunità fino a esaurimento del patrimonio familiare. Qual’è il punto di vista di Rivoluzione Civile?

Dottoressa Avanza: – Bisogna ripristinare il concetto di meritocrazia in Italia. Oggi vige l’appartenenza, cioè conta di più da dove si viene, chi si conosce che i propri meriti. Le borse di studio (fin dal liceo), gli assegni di ricerca vanno dati per criterio di merito.

Diritto di voto degli italiani all’estero e di rappresentanza: un vero abominio, se mi permette! Riassumendo: votano in pochi e il registro dell’anagrafe degli italiani all’estero non viene aggiornato in modo continuo ed efficace, quindi se ci sono 90 residenti iscritti nel 1912 di cui 80 deceduti, 5 impossibilitati a votare e 5 votanti quante buste con la scheda elettorale vengono recapitate e a chi? Ma con questo sistema fantascientifico non c’è modo di verificare la validità di un solo voto o sbaglio? Una cosa del genere l’ho vista solo nel film Sud di Gabriele Salvatores!  Che fare?

Dottoressa Avanza: -  Bisogna fare un censimento degli italiani all’estero.

- Bisogna riformare l’anagrafe AIRE e fare in modo che i comuni e i consolati lavorino sugli stessi file che permetterebbe un aggiornamento immediato degli aventi diritto al voto.

- bisognerebbe entrare in una logica volontaria di iscrizione alle liste elettorali, così che non riceverebbero le schede tutti gli iscritti all’Aire che magari sono di terza generazione e non seguono quello che succede in Italia o addirittura non parlano italiano.

- Le schede andrebbero stampate in Italia e dovrebbero essere sottoposte al copyright cosi da rendere più complessa la stampa di schede false, oggi semplicissimo.

- bisogna ridurre il tempo necessario di iscrizione all’aire così da dare la possibilità agli erasmus di votare.

Andrea Stratta, inviato da Bruxelles.

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  1. Ancora a chiamarci dottori… gli unici in Europa a usare titoli inutili

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