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domenica , 24 settembre 2017
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Elezioni regionali in sicilia: risultati e reazioni del mondo politico

Ecco i risultati ufficiali delle elezioni regionali siciliane. Rosario Crocetta è il nuovo Presidente della regione Sicilia, mentre esce sconfitto lo sfidante di centrodestra Musumeci. Bene il Pd che regge, boom del Movimento 5 Stelle, primo partito dell’isola. Il giorno dopo si scatena il dibattito tra i partiti mentre nel Pdl scoppia la faida. 

Fonte: http://oltremedia.weebly.com/5/post/2012/10/elezioni-regionali-in-sicilia-risultati-e-reazioni-del-mondo-politico.html

E’ ufficiale. Al termine degli scrutini Rosario Crocetta (Pd) è stato eletto presidente della regione Sicilia con il 30,4% delle preferenze. Secondo il candidato sostenuto da La Destra e Pdl Nello Musumeci, che ha ottenuto il 25,7%. Carlo Cancelleri (Movimento 5 stelle) si è attestato al 18,1% mentre Gianfranco Micciché (Grandesud, Mpa, Fli) è stato votato dal 15,4% degli elettori che si sono recati alle urne. Giovanna Marano (Lista Claudio Fava – Libera Sicilia, Fds, Comunisti italiani, Verdi, Rifondazione) si è fermata al 6%, mentre Mariano Ferro, dei Forconi, ha conquistato l’1,5%. Alto l’astensionismo, superiore al 50%.Sara dunque Crocetta il nuovo Presidente della regione Sicilia. “Con me cambia la storia”, così avrebbe esordito nei commenti a caldo sulla sua vittoria elettorale. Rosario Crocetta ha poi posto l’accento sulla questione Mafia, affermando l’intenzione di volerla contrastare duramente, non senza lanciare una stoccata a chi la crede un fenomeno solo siciliano: ”Mi piacerebbe fare un comizio in piazza Duomo a Milano per spiegare che la mafia ce l’hanno anche lì e che anche lì alle prossime elezioni la dobbiamo sconfiggere” così avrebbe detto il neopresidente. Quanto alla composizione della maggioranza nel parlamento siciliano, sembra che Crocetta non avrà grandissimi margini. Bisognerà aspettare i dati ufficiali circa l’assegnazione effettiva dei seggi, ma la sensazione è che la maggioranza sarà risicata. Sicuramente di essa faranno parte Pd e Udc. Nonostante ciò Crocetta ha detto che non farà “inciuci. E’ la mia storia che me lo vieta” e poi ha attaccato Grillo: “Io sono un rivoluzionario. Non come Grillo, che blatera una rivoluzione che non sa fare“.

Già, proprio Beppe Grillo è un altro dato politico di queste elezioni regionali siciliane. “Boom 5 stelle” avrebbe scritto il comico genovese sul suo blog nel commentare il 18,1% preso dal suo partito. Un risultato eccezionale che fa inevitabilmente del Movimento 5 Stelle un soggetto politico di primo piano anche in ottica “politiche 2013″. Del resto lo ha confermato lo stesso Bersani nella giornata di ieri. “Vediamo alla fine, perché comunque Grillo c’è e c’è in modo serio” avrebbe detto il segretario del Pd, che ha poi commentato il risultato dei democratici “Per noi – esulta il leader dei democratici – si tratta di risultati storici”.

Il grande sconfitto è invece Nello Musumeci, candidato alla presidenza della Regione Sicilia sostenuto da Pdl e La Destra durante una conferenza stampa al suo comitato a Palermo, ha augurato buon lavoro al suo avversario ma, ha confessato “non gli ho fatto i complimenti”. Alla domanda se ritiene possibile una sua alleanza con Crocetta, Musumeci, ha risposto un secco ”no”. “Lavoreremo – ha aggiunto – per mettere a nudo il losco sistema di potere” che sta dietro alla sua alleanza. “Voglio far saltare il blocco di potere dietro Crocetta. Farò una opposizione senza ‘se’ e senza ‘ma’”, ha ribadito.

Le reazioni della politica. Il risultato elettorale ha offerto numerosi spunti per quanto riguarda il dibattito politico di questi giorni. Secondo Marco Follini l’esperimento dell’alleanza Pd e Udc “sarebbe da riproporre su scala nazionale”. Come è facile immaginare saranno molti gli esponenti dell’area più moderata dei democratici a portare come vessillo questo risultato siciliano. Vero è, però, che la Sicilia, per quanto regione importante in termini di numero di elettori e per posizione geografica ed estensione territoriale, è sempre stata una storia a sé in chiave elettorale.

Il vero vincitore delle elezioni è però l’astensionismo. A commentare il drammatico dato di partecipazione alle elezioni ci ha pensato Leoluca Orlando: “Dopo Palermo, il cui sindaco è stato eletto a maggio con oltre il 60% dei voti in più rispetto alla coalizione che lo sosteneva, arriva dalle urne siciliane una ulteriore conferma della fine del sistema dei partiti e della rappresentanza così come li abbiamo conosciuti, travolti oggi dalla valanga astensionista che ha lasciato a casa per la prima volta nella storia la maggioranza degli elettori”. Lo ha affermato in una nota il sindaco di Palermo che ha parlato di “segnale dato alla politica”.

Risultati negativi a sinistra, dove Sel, Idv e Fds non sono riuscite a superare la soglia di sbarramento del 5%. “Noi abbiamo rimediato una sconfitta”. Lo ha detto Orazio Licandro, coordinatore della segreteria nazionale del Pdci, che poi si è soffermato nel commentare l’astensionismo e la risicata maggioranza che sosterrà Crocetta: “Mai si era visto un astensionismo oltre il 50%, sintomo di uno scollamento tra politica e società preoccupante, che la sinistra in questa tornata siciliana non è riuscita a intercettare: colmare questa distanza deve essere la nostra prima preoccupazione, perchè testimonia che l’esito di questa crisi drammatica può essere imprevedibile. L’Assemblea regionale ne esce balcanizzata, con Crocetta che vince grazie ai voti di poco più del 15% degli aventi diritto. È evidente, inoltre, che per governare dovrà cercare una maggioranza nell’Ars con l’Mpa: la dimostrazione, dunque, che questa balcanizzazione non può rappresentare in alcun modo un test nazionale”.

Chi è uscito invece davvero distrutto dal test elettorale è il Pdl. Il partito fondato da Berlusconi ha perso il 21% dei voti. Il giorno dopo sembra sia scattata l’ora della resa dei conti. Da Alfano “mi sarei aspettata almeno un pò di autocritica” ha subito attaccato Stefania Prestigiacomo, spiegando che in Sicilia ci sono stati “antichi rancori, faide personali. Che si pagano cari” e “liste compilate per favorire gli amici”. Molto pessimista anche Gianni Alemanno secondo il quale però non si può leggere il voto in chiave nazionale. “Il voto siciliano è stato il laboratorio negativo perchè è stato il massimo del trasformismo, il fallimento del federalismo esasperato. C’è tutto il negativo” così ha affermato il sindaco di Roma. Aria di rottamazione per Angelino Alfano che questa mattina si è difeso accusando la divisione del centrodestra come la principale causa della sconfitta. Poi il segretario del Pdl ha provato a rilanciare: “Presto le primarie”.

         M.T.

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