Elezioni regionali Sardegna, il punto della situazioneTribuno del Popolo
domenica , 17 dicembre 2017
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Elezioni regionali Sardegna, il punto della situazione

Manca poco alle primarie del centrosinistra sardo, i pretendenti sono numerosi: tra esponenti democratici, socialisti, giustizialisti e sovranisti, proviamo a fare il punto della situazione con occhi continentali e non isolani.

Fonte: oltremedianews

Il nodo delle elezioni regionali sarde è stretto, difficilissimo da districare, specialmente per un “continentale”, che guarda dall’altra parte del Tirreno ciò che succede nell’isola. La situazione è molto frastagliata e vede una miriade di contendenti, già solo alla candidatura alle primarie, ad esempio, del centrosinistra.
Partiamo proprio dal centrosinistra.
Il Partito Democratico mette in campo una folta schiera di candidati alla presidenza della regione Sardegna quali: il presidente della provincia di Nuoro Roberto Dariu; l’eurodeputata Francesca Barracciu; il sindaco di Sassari Gianfranco Ganau.
All’interno dello schieramento delle primarie, come si potrebbe intuire visti i precedenti a livello nazionale, vi partecipano altresì candidati di altri partiti: Simone Atzeni (Partito Socialista Italiano), Pietro Ciarlo (Italia dei Valori) – quest’ultimo per la verità pare ancora non abbia accettato formalmente la proposta di IdV nda - e Paolo Maninchedda(Partito dei Sardi).

A ciò si aggiunga la proposta di Paolo Fadda (sottosegretario alla Salute) di voler candidare Don Ettore Cannavera ma che ha già più volte declinato altre offerte in precedenti occasioni.
Si sfila, dunque, dalla contesa per le primarie l’ex presidente della regione Sardegna Renato Soru e, con lui, anche il parlamentare e segretario regionale Silvio Lai.
Il clima, all’interno del centrosinistra, porta un po’ di acque torbide a riva a causa delle dimissioni della presidente dell’assemblea regionale del Pd Sardegna da parte di Valentina Sanna subito dopo l’avvio delle larghe intese.

Si candida alle primarie del centrosinistra, dunque, anche Paolo Maninchedda grazie alla nuova formazione, nata poco fa, a Losa: il Partito dei Sardi.
Assieme a lui anche Franciscu Sedda, fondatore dell’iRS (assieme a Gavino Sale, Frantziscu Sanna e Franciscu Pala) e successivamente plasmatore del comitato “Frocu Birde” che proponeva una proposta di legge su una costituzione dell’Agenzia delle Entrate Sarda.
Maninchedda, però, fino a poco fa era esponente del Partito Sardo d’Azione, partito che, alla precedente tornata elettorale per il rinnovo del parlamento regionale, aveva appoggiato il candidato del Popolo della Libertà Ugo Cappellacci, piazzando in consiglio regionale 5 consiglieri tra cui proprio Maninchedda.
Espulso con una raccomandata dal PSd’Az, l’ex presidente della Commissione Bilancio si tuffa nell’avventura-primarie con Sedda e col centrosinistra, portando la questione sovranista all’interno del rassamblement Pd-Sel-Psi-IdV.
Un’altra scissione del PSd’Az, però, potrebbe candidare un suo uomo alla presidenza della regione: si tratta della formazione dei RossoMori e il candidato potrebbe essere Gesuino Muledda.

Per il centrodestra le ipotesi in campo sono sensibilmente minori, numericamente parlando: si parla di una ricandidatura diUgo Capellacci ma in campo i nomi altri ci sono e sono due.
Il primo dei due è Marco Diana, ex consigliere regionale fuoriuscito dal Pdl ed ora capo di un gruppo di opposizione interno al centrodestra; il secondo è più quotato da esterni al centrodestra, è Franco Siddi, presidente del sindacato dei giornalisti in Sardegna.

E gli indipendentisti?

Obbligatorio un discorso a parte per essi.

Sul fronte iRS (indipendentzia – Repubrica de sa Sardigna) Gavino Sale si era detto vicino al Movimento 5 stelle, con strizzata d’occhio all’organizzazione sovranista da parte del capo pentastellato. L’interlocuzione c’è stata, a quanto pare, nel corso dei mesi: proficua e positiva, i punti in comune del programma ci sono ma il m5s non procederà ad alleanze de factocon altre forze politiche.

Il nodo da sciogliere per il leader di iRS resta.

Per PROgReS – Progetu Republica, neo formazione indipendentista sarda, si apre un mare di fronte a sé: la scrittriceMichela Murgia, durante l’iniziativa “Dies de Festa” a Nuoro, ha sciolto pochi giorni fa la sua riserva e si dice pronta per una candidatura con la neo formazione indipendentista.

In una recente (ed unica nda) intervista che ha rilasciato il segretario nazionale di PROgReS Franco Contu, spiega che: “noi non parliamo di sovranismo ma di indipendentismo, che è una cosa diversa.
La differenza è che noi non guardiamo ad alleanze con i partiti italiani, che sono la causa del disastro che la Sardegna sta vivendo.
Per cui, noi escludiamo assolutamente qualsiasi possibilità con partiti italiani” chiudendo, ovviamente, le porte agli schieramenti di centrodestra e centrosinistra.”

   Marco Piccinelli

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