Emergency lancia il "Programma Italia"Tribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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Emergency lancia il “Programma Italia”

Emergency ha deciso di occuparsi  anche del problema “Italia” dal momento che anche nel nostro Paese il “diritto alla salute” non è più scontato. 

La miseria è qui oggi. Forse è questo che avrà pensato Gino Strada quando insieme ad Emergency ha deciso di rilanciare il “programma Italia”. A Marghera, dal Veneto che un tempo era benestante e operoso, giunge il grido di dolore  dei lavoratori, che ormai pensano sempre di più a sopravvivere più che a vivere. In via Varè 6 Emergency ha aperto dal 2010 un poliambulatorio che offre assistenza sanitaria gratuita di base e specialistica a chiunque non possa permetterselo. Di solito è sempre pieno di immigrati, regolari e non, ma ultimamente sono sempre di più gli italiani che si affollano di fronte al poliambulatorio. Lo schedario delle accettazioni rivela proprio l’esatto contrario: sono oltre 600 gli italiani che in due anni e mezzo hanno chiesto cure mediche gratuite. Un paziente su cinque è di nazionalità italiana , “ormai la prima per numero di ingressi”, conferma la coordinatrice del centro, Nadia Zanotti. Fino a qualche anno fa sarebbe stato uno scenario impensabile, ma ormai con i capannoni industriali dismessi e con i giovani che non trovano lavoro, è anche la classe media a fare la fila per il poliambulatorio.Il registro degli accessi al poliambulatorio è la controprova contabile alle allarmanti stime del Censis secondo cui un italiano su cinque non accede più a cure mediche per ragioni economiche. Nel 2012 erano 9 milioni gli italiani a non poter accedere alle cure sanitarie, oggi sono 12 milioni, ben tre milioni in più in meno di un anno. Il rischio è che la tendenza vada peggiorando, ed è anche per questo che nel 2005 la Ong di Gino Strada ha rivolto lo sguardo all’Italia, nella convinzione che anche qui a casa nostra esista la povertà, quella vera, con tanto di feriti da soccorrere. Il “Programma Italia” prevede quindi di provare a combattere la povertà, per questo nel 2006 è nato un poliambulatorio a Palermo, nel 2010 a Porto Marghera,  nel 2012 i polibus di Rosarno, la località della rivolta degli “schiavi” di qualche anno fa, e negli ultimi mesi uno sportello di orientamento socio-sanitario a Sassari. Altri due centri apriranno presto a Napoli e Polistena (RC).

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