Emirati Arabi Uniti. Ecco gli “amici” democratici dell’OccidenteTribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:
Emirati Arabi Uniti. Ecco gli “amici” democratici dell’Occidente

Emirati Arabi Uniti. Ecco gli “amici” democratici dell’Occidente

Da anni l’Occidente e i suoi media ci fanno credere a guerre “umanitarie” contro i dittatori di turno. Da Gheddafi ad Assad, c’è sempre il dittatore di turno da giubilare nel nome della democrazia menomata. Peccato che l’Occidente faccia affari con paesi che, la democrazia, non sanno nemmeno che cosa sia.

Negli ultimi anni i media occidentali hanno attaccato spietatamente il “nemico di turno”. Quasi sempre veniva proposta la figura di un dittatore da mettere sul banco degli imputati, si è cominciato con Saddam Hussein, proseguendo con Muammar Gheddafi e terminando in questi giorni con Bashar al-Assad. Tale modello serve a portare avanti lo schema tipico: Occidente/democrazia che interviene per difendere i popoli oppressi. Peccato che dietro la patina di propaganda, anche l’Occidente abbia i suoi scheletri nell’armadio. Da oltre un mese infatti, negli Emirati Arabi Uniti sta avvenendo il più grande processo di massa contro il dissenso. Ovviamente i media preferiscono non parlarne, preferendo mettere in prima pagina le notizie che danneggiano i “nemici” dell’Occidente, così non leggerete da nessuna parte o quasi che nell’Eau ben 94 imputati di dissenso rischiano fino a 15 anni di carcere per violazione dell’articolo 180 del codice penale che proibisce la fondazione, l’organizzazione e l’attività di qualunque gruppo miri a rovesciare il sistema politico del paese. Tra gli accusati ci sono gli affermati avvocati per i diritti umani Mohamed al-Roken e Mohamed al-Mansoori, ma anche giudici come Mohammed Saeed al-Abdouli, docenti universitari come il professor Hadef- al-Owais, e leader di gruppi studenteschi. Ma dal momento che costoro si battono per abbattare un sistema di potere alleato dell’Occidente, per loro non ci sarà nessuna battaglia, nessuna raccolta fondi, nessun appello internazionale. Molti di questi imputati, peraltro, fanno parte di Al-Islah (Associazione per la riforma e la guida sociale), un gruppo assolutamente non violento che voleva solo promuovere un dibattito pacifico.Prima del 4 marzo, giorno dell’apertura del processo, è stato negato il visto d’ingresso negli Emirati ad Ahmed Nashmi al Dhafeeri, osservatore di Amnesty International, e a Noemie Crottaz, rappresentante dell’organizzazione Alkarama, che ha sede  a Ginevra. Le autorità hanno impedito l’entrata nel paese anche ad altri osservatori internazionali e a giornalisti della stampa estera, nonostante questi avessero rispettato le procedure e fornito i documenti richiesti. Ma non solo, il 21 marzo è stato arrestato il figlio di uno dei 94 accusati per aver assistito a quattro udienze del processo e averle commentate su Twitter. Evidentemente qualcuno non vuole che si parli di quello che succede negli Emirati Arabi Uniti, vuole che non si sappia che 64 imputati su 94 sono stati incarcerati per oltre un anno in detenzione preventiva senza poter incontrare nemmeno i propri avvocati e probabilmente avendo subito pressioni e torture. Della loro sorte però l’Occidente non si interessa, forse perchè con il governo degli Emirati Arabi Uniti fà affari d’oro. Gheddafi evidentemente aveva il vizio di cercare di non fare in modo prono gli interessi dell’Occidente, per questo è diventato un personaggio diabolico da eliminare a tutti i costi.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top