Entro il 2040 il mondo potrebbe collassare per il ciboTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Entro il 2040 il mondo potrebbe collassare per il cibo

Secondo diversi esperti, analisti e scienziati entro il 2040 il mondo che conosciamo potrebbe collassare a causa della scarsità di cibo e delle conseguenti rivolte. Questo sistema di sviluppo secondo un rapporto dei Lloyds di Londra potrebbe quindi ben presto essere giunto al capolinea.

Mentre analisti e scienziati cercano di spiegare quanto sia bello il capitalismo finanziario e la conseguente globalizzazione, arriva il monito di alcuni scienziati circa il possibile collasso del sistema che conosciamo entro il 2040. Senza le opportune contromisure sostanzialmente, la richiesta globale di cibo aumenterà esponenzialmente fino ad arrivare a rivolte senza precedenti che potrebbero modificare per sempre il mondo. Il monito è stato lanciato da esperti e addetti ai lavori che hanno preparato sull’argomento un rapporto per conto dei Lloyds di Londra con l’aiuto dell’Istituto di Sostenibilità Globale Universitario Anglia Ruskin. Secondo tale rapporto il sistema alimentare sarebbe sotto pressione cronica ormai da anni e ora si starebbe relazionando con una domanda di cibo sempre crescente. Non solo, la produzione di cibo globale ora deve fronteggiare sfide come il cambio di clima globale, globalizzazione e instabilità politica.

I ricercatori hanno detto che il sistema alimentare starebbe diventando sempre più vulnerabile agli shocks, e questo potrebbe portare ben presto tutto il sistema al collasso. La FAO ha previsto che la produzione alimentare mondiale dovrebbe raddoppiare entro il 2050 per far fronte alla domanda della popolazione mondiale, fatto questo resto quasi impossibile dalle guerre, dalla violenza politica e da altri problemi sul campo derivanti dal sistema economico. Il modello potrebbe riuscire a reggersi fino al 2040, poi tutto potrebbe saltare a causa della scarsità di cibo e delle rivolte che questo potrebbe causare. Del resto già oggi nella sviluppata America nella sola New York ci sarebbero circa 2,6 milioni di persone con difficoltà più o meno gravi nell’approvvigionamento di cibo.

E il fatto è che questo modello di sviluppo ormai non venga messo in discussione da nessuno non fa che peggiorare le cose, ancor  più che le multinazionali e la ricerca del profitto su scala globale stanno progressivamente peggiorando la situazione alimentare anche in quei paesi dove tale problema era stato risolto con successo. Senza un cambio di tendenza quindi questo sistema economico non solo produrrà sempre maggiori disuguaglianze, ma rischierà anche di far letteralmente collassare il sistema di produzione di beni di prima necessità.

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