Equitalia: il lupo diventa agnellino?Tribuno del Popolo
lunedì , 16 gennaio 2017
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Equitalia: il lupo diventa agnellino?

Equitalia: il lupo diventa agnellino?

Pare sia prossima la riforma agostana dell’ente pubblico di riscossione più avversato dagli italiani. Cosa diventerà la vituperata Equitalia?

Fonte: Oltremedianews

Le cronache della politica annunciano che nel paniere sempre più stracolmo di annunci di riforme, potrebbe fare capolino ad agosto la modifica del funzionamento di Equitalia, arcinoto ente di riscossione che negli anni si è guadagnato, al pari di nessun altro ente pubblico, l’astio e l’avversione degli italiani.

C’è da dire che, in un Paese in cui l’evasione fiscale ammonta a  circa 120 miliardi , sarebbe difficile aspettarsi una disposizione diversa di molta parte dei cittadini nei confronti di un ente preposto proprio alla riscossione del fisco. Ma, col crescere degli effetti recessivi della crisi economica imperante dal 2008, la cosiddetta “evasione per scelta” si è sommata una rilevante fetta di “evasione per necessità” che ha riguardato strati di popolazione che nel tempo sono andati progressivamente impoverendosi: in altre parole, al verificarsi di un calo complessivo dei redditi (secondo Nomisma si è assistito ad un calo del 13% rispetto ai livelli pre-crisi, sfiorando livelli configurabili negli anni ’80) si è verificata una patologica sottrazione di entrare, sotto forma di tasse, cresciute in entità nel corso degli ultimi anni.

COSA E’ EQUITALIA?

Equitalia è una società per azioni, a partecipazione pubblica, il cui fine è quello di procedere alla riscossione dei tributi sul territorio italiano. Le quote di partecipazione sono controllate per il 51% e per il 49% rispettivamente da Agenzia delle Entrate e Inps. La disciplina della riscossione dei tributi ha subito nel tempo un’evoluzione: fino al 1995 la riscossione era affidata a diversi soggetti giuridici privati, nel 2005 viene creata, ad opera del Governo Berlusconi la “Riscossioni SpA”, che nel 2007 assumerà il nome attuale di “Equitalia SpA”.

L’ente esercita due tipi di riscossione: “a ruolo”, cioè attraverso la notifica di una cartella di pagamento, o “non a ruolo” nei casi in cui i contribuenti siano obbligati ad un pagamento diretto (ad esempio, con modello F24).

Cartelle (o avvisi) di pagamento indicano sia la somma da versare sia i termini di pagamento. Trascorsi 60 giorni dalla data di notificazione, se il contribuente non ha provveduto ad eseguire il pagamento, Equitalia provvede ad un ulteriore sollecito. Nel caso in cui, nuovamente, il versamento non si verifichi l’ente può mettere in atto diverse misure cautelari tra cui il pignoramento dei beni mobili o l’accensione di ipoteche sui beni immobili.

LE POSSIBILI MODIFICHE

Secondo quanto trapela da indiscrezioni, le modifiche all’attuale disciplina del funzionamento dell’ente potrebbero riguardare diversi aspetti: si prevedere la formazione di un “mini-ruolo” in cui iscrivere le cause per somme oscillanti intorno a 1000 o 2000 euro; in questo caso le cartelle di pagamento non saranno inviate ai debitori, ma relegate a strumento ultimo preceduto da più solleciti e inviti verbali, attraverso call centers, per i versamenti.

Altro campo su cui si muove la riforma è quella della modifica della “governante” dell’ente: il governo punterebbe a sottrarre l’ente dal controllo dell’Agenzia delle Entrate attraverso la trasformazione di Equitalia in un’agenzia autonoma con l’abbandono della forma della società. La nuova agenzia dovrebbe contenere un apposito membro per la riscossione degli enti locali (le somme iscritte a ruolo dai comuni presentano, mediamente, un’entità modesta di 330 euro)

Su Equitalia sembra si giochi una partita importante, non solo a livello di impatto mediatico: infatti l’ente oggi possiede 8000 dipendenti ed i crediti vantati dalla società sono pari a 615 miliardi circa.

La domanda forse più importante è: quale efficacia può avere concentrate l’attenzione sul creditore trascurando il vero problema italiano, cioè l’insolvenza del debitore?

Francesco Valerio Della Croce

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