Equitalia, il mostro della riscossioneTribuno del Popolo
giovedì , 23 marzo 2017
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Equitalia, il mostro della riscossione

Cinque nuovi indagati all’interno di Equitalia per il reato di corruzione. Un nuovo caso che sollecita l’amara memoria sulle vicissitudini dell’ente-incubo di molti in questi anni.  

Fonte: Oltremedianews

Equitalia coinvolta in una nuova controversa vicenda, sono cinque gli indagati per corruzione nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Roma. Si tratta di Roberto Damassa, ex dirigente di Equitalia Sud s.p.a., Salvatore Fedele, attuale dipendente di Equitalia, del commercialista Domenico Ballo, dell’imprenditore Romolo Gregori, rappresentante legale della Gresa srl, e di Alberto Marozzi, mediatore e consulenteSecondo la procura, gli indagati avrebbero garantito vantaggi finanziari a imprenditori e professionisti in cambio di denaro. In alcuni casi i debiti delle aziende sono stati fittiziamente ridotti, in modo da consentirne la rateizzazione. In altri casi sono state evitate esecuzioni immobiliari, in altri casi ancora sono state fatte risultare come pagate alcune cartelle esattoriali senza che da parte dei debitori sia avvenuto alcun versamento.

Le pratiche non convenzionali adottate da Equitalia nei suoi anni di operato sono state molteplici, spesso fortemente mirate ad avere un cospicuo lucro senza nessun interesse per la condizione del contribuente che non è considerato come essere umano ma bensì come mera fonte di guadagno, oltrepassando spesso le soglie di quella che è in campo privatistico è definita usura. Una legalizzata usura di Stato. Ripercorriamo la creazione di questo mostro della “riscossione”.

Fino al 30 settembre 2006, lo Stato ha riscosso le proprie imposte attraverso un sistema vecchio di secoli e già praticato all’epoca dell’antica Roma: l’affidamento in concessione del servizio di riscossione. Il D.L. 30 settembre 2005, n. 203 (convertito in Legge 2 dicembre 2005, n. 248)(Governo Prodi)ha rivoluzionato il sistema di riscossione. Lo Stato da quel momento si affida ad un’interposta persona, l’interposta persona in questione è una società per azioni a forma privatistica appunto Equitalia s.p.a, a cui è stato permesso di camminare nel Sistema con le libertà istituzionalmente concesse ad una società per azioni ed allo stesso tempo di usufruire dei poteri e della prepotenza tipica di un apparato statuale.

Equitalia è quindi dal 2006 la società per azioni, a totale capitale pubblico, 51% in mano all’Agenzia delle entrate e 49% all’Inps, incaricata dell’esercizio dell’attività di riscossione nazionale dei tributi e contributi. Equitalia dalla sua costituzione ad oggi, con una campagna di acquisizioni e fusioni, ha ridotto a tre (tutti del gruppo Equitalia) il numero degli agenti della riscossione, fagocitando con una rapida escalation ogni concorrente.

C’è da dire che la creazione di questo ente ha comportato già di per se un aumento della pressione fiscale, infatti essendo a capitale pubblico ha un costo di gestione elevato. Se mai ci dovesse essere un attivo di bilancio sarebbero i cittadini con le loro tasse ad averlo realizzato, se invece dovesse essere passivo sarebbero comunque i cittadini con le loro tasse a doverlo risanare. Una perversa e collaudata macchina istituzionale.

La vera forza di Equitalia sta però nella legge di riferimento per la riscossione (art. 17 comma 1 del d.lgs 112/1999) con la quale si autorizza l’ente esattore a richiedere maggiori somme comprese tra il 4,65% ed il 9% della somma dovuta(Questa percentuale si è ridotta di un punto, passando quindi all’8%, sui ruoli emessi dall’1 gennaio 2013, come previsto dal decreto Spending Review del 6 luglio 2012 n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012 n. 135.).

E’ da sottolineare che anche l’aggio è considerato una parte integrante della tassa da pagare. L’iscrizione a ruolo consegnata agli agenti esattori Equitalia costituisce titolo esecutivo per procedere alla riscossione, questo è un “privilegio” ed una disparità di trattamento dai normali cittadini, che per vedere un proprio credito diventare esecutivo devono passare dal magistrato per la verifica. Il titolo esecutivo per Equitalia è sufficiente per procedere ad un’esecuzione forzata sui beni del debitore (ipoteca, fermo amministrativo, pignoramento ecc.). Con il D.L. n. 78/2010 convertito con la Legge n. 122/2010 il legislatore ha ulteriormente rafforzato le procedure di riscossione a favore di Equitalia. In sintesi per gli accertamenti notificati dopo il 1 luglio 2011 non è più necessaria nemmeno l’iscrizione a ruolo e l’emissione della cartella di pagamento, è sufficiente la comunicazione dell’ente impositore. “l’agente della riscossione procede ad espropriazione forzata con i poteri, le facoltà e le modalità previste dalle disposizioni che disciplinano la riscossione”.

Dal 1 Gennaio 2013 i Comuni hanno la facoltà di scegliere di riscuotere i tributi per conto proprio senza affidarsi ad Equitalia s.p.a. . Un timido tentativo di debellare una delle tante anomalie che divorano il sistema Italiano dal suo interno, che fanno si che la corruzione vinca sempre sull’interesse sociale. Sono proprio queste anomalie a caratterizzare il nostro paese a livello internazionale. Più dei mandolini.

Giulio Mario Morucci

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