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mercoledì , 29 marzo 2017
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Esodati. Una macelleria sociale senza precedenti, e con tanti responsabili

Ultimamente si fa un gran parlare dei cosiddetti “esodati” della riforma Fornero.  Nella macrocategoria degli esodati però, rientrano anche i mobilitati, i contributori volontari, i Quindicenni, i licenziati e tanti altri. Attualmente sono ancora 260.000 le persone ancora non salvaguardate, nel silenzio dei media e della politica. Abbiamo fatto il punto di questa macelleria sociale con Lido Contemori della Rete degli Esodati (https://www.facebook.com/groups/424741060934931/) , candidato alla Camera in Toscana per Rivoluzione Civile. 

>>>ANSA/ESODATI:PIU' GARANZIE CON CONTRIBUTO 'RICCHI',GOVERNO BATTUTO

Lido Contemori, della Rete degli esodati e candidato alla Camera in Toscana per Rivoluzione Civile, può parlarci della sua situazione?

Io sono un giornalista e illustratore, ho sempre lavorato con giornali e case editrici come “La Repubblica” e il “Secolo XIX”, me ne stavo bello tranquillo, poi è arrivata la riforma Fornero tra capo e collo che mi ha spostato di cinque anni la pensione, Io di anni ne ho 64, non sono più un ragazzino, ero ormai a un passo dalla pensione. Ora le nuove norme mi impongono di pagare 60.000 euro di tasca mia come contributi volontari.

I cosiddetti “esodati” insomma?

Il termine “esodati” è in realtà un termine mediatico, in realtà quella degli esodati è solamente una delle categorie dei penalizzati dalla riforma Fornero.  Dal nulla è arrivata sostenendo che le norme precedenti non valevano più nulla, ci ha detto di aspettare fino al 2020 per ottenere, forse, la pensione, ma c’è molta gente che intanto non ce la fa. E questi sono gli esodati canonici, “esodati” è diventata la parola dell’anno, ma è stato solo un escamotage mediatico. Le categorie di colpiti in realtà sono variegate, ci sono quelli con la pensione di vecchiaia, altri mobilitati, altri ancora i bancari, e poi le donne cosiddette “Quindicenni”, donne che in base alle deroghe del 1992 hanno deciso di lasciare il loro lavoro per assistere malati in famiglia in surroga dello Stato, pensando poi di avere una misera pensione a 60 anni di 400 euro. Non si tratta quindi delle “pensioni baby” come quella della moglie di Umberto Bossi, lei sì in pensione da quando ha 39 anni prende 800 euro al mese con solo 16 anni di lavoro alle spalle.

Cosa ha cambiato quindi la “controriforma” della Fornero?

La Fornero è arrivata e ha detto che non si va più in pensione a 60 anni, ma a 65. Inoltre se non si riesce a fare questi altri cinque anni, non si avrà nemmeno la pensione perchè l’Inps funziona in modo che se non si arriva al minimo, si perdono tutti i contributi. Si tratta di una contraddizione assurda, quasi una truffa. Per non parlare dei contributori volontari, gli stessi che erano stati salvati dalle precedenti riforme di Amato e Dini che, non avendo un fondo previdenziale che scatta quando non si lavora, coprono i periodi scoperti con il 33% dell’ultimo stipendio. Poi è arrivata la Fornero e ha detto che dal 1 gennaio 2012 tutte le vecchie norme si consideravano decadute…

Le responsabilità sono solo della Fornero quindi? 

Questa vergogna (la controriforma Fornero ndr) è stata votata dal Pd, i sindacati hanno fatto solamente tre ore di sciopero nel dicembre del 2011, e poi è arrivata questa mazzata della Fornero. Poi, invece di riparare questo baratro, invece di andare a cercare i soldi da altre parti con una patrimoniale, non comprando gli F-35, mettendo l’Imu sulla Chiesa e andando a colpire gioco d’azzardo, pensioni d’oro, proposte che noi abbiamo fatto da sempre, si è preferito fare finta di nulla. Si potevano colpire i capitali scudati in Svizzera, un’accordo sempre rinviato che avrebbe potuto portare 30-70 miliardi euro che sarebbero stati più che sufficienti a coprire i problemi degli esodati e delle pensioni. E’ stata fatta una scelta sulla pelle delle persone, una sorta di macelleria sociale ottenuta con le firme di Pd, Pdl, Casini e tutti i partiti. Con Monti mi ero illuso anche io che le cose potessero cambiare, che ci fosse equità, ma alla fine come al solito abbiamo dato solo noi. Si tratta per la maggior parte di disgraziati, operai, persone che ambivano a pensioni di 1000 euro al mese.

E la politica vi ha aiutato? 

Non proprio. Abbiamo subito una seconda truffa quando la Fornero ha parlato di “sole” 65.000 persone che avrebbe salvato con delle deroghe. Poi si è capito che non era vero in quanto migliaia di persone rimanevano fuori da queste deroghe. A questo punto abbiamo cominciato a costruire dal basso mailing list per costruire una rete, e abbiamo cominciato a operare pressioni politiche e a organizzare iniziative dal basso. Il Pd inizialmente ci ha dato una piccola sponda con Damiano e Gnecchi, la parte più a sinistra, ma loro sono una netta minoranza nel partito, e allora c’erano anche Ichino e Letta. Bersani invece non sapeva assolutamente nulla, lo abbiamo incontrato per più di mezz’ora e lui ignorava completamente di cosa si stava parlando. Abbiamo anche testimoni di questo incontro, con lui c’era l’onorevole Lenzi che traduceva tutto quello che stavamo dicendo. Bersani non sapeva nulla, quindi non vada a dare la colpa solo a Monti dal momento che lui a fine agosto su questa storia non aveva ancora capito nulla. Grazie a queste pressioni comunque abbiamo ottenuto la proposta di legge 5103, appoggiata da tutti i partiti, e pensavamo di avercela fatta anche perchè la Fornero era stata attaccata dai partiti che l’hanno incolpata della cosa dimenticandosi però di aver votato la sua riforma. Alla fine però sono rimaste fuori ancora 260.000 persone e tutto si è bloccato a causa delle elezioni imminenti. Con la legge di stabilità ne hanno salvati altri 10.000, ma ne restano fuori ancora mezzo milione.

E i media?

I media all’unisono hanno dichiarato “risolto il problema degli esodati”, una grande menzogna. Abbiamo corretto decine di articoli del Sole 24 Ore e di altri quotidiani, e abbiamo constatato che su quest’argomento i giornalisti spesso e volentieri fanno solo copia-incolla, senza sentire i diretti interessati. Fortunatamente i nostri comitati sono riusciti ad andare in tv, con La7 che ci ha aiutato, e siamo andati a gridare il nostro problema dato che 250.000 persone sono un numero che non si nasconde.

E ora come pensate di muovervi?

Noi ci siamo mossi per far ricorso per Incostituzionalità con l’avvocato Alleva, giuslavorista  che ha lavorato per il referendum per l’abrogazione della riforma  Fornero e per la reintroduzione dell’articolo 18. Alleva è attualmente candidato per Rivoluzione Civile in Campania al Senato, e all’epoca nemmeno sapevamo che si sarebbe poi candidato dato che lo abbiamo cercato in estate perchè era il migliore. Abbiamo fatto ricorso al Tar e poi abbiamo deciso di portare avanti una class action per danni sociali e morali e mobbing sociale contro la Fornero. Chiediamo 10.000 euro per danni, abbiamo centinaia di aderenti e se dovessimo vincere questi 10.000 euro a testa verrebbero spesi per aiutare le famiglie in difficoltà dei nostri colleghi, e ce ne sono tanti. In tutto questo percorso non abbiamo avuto nessuna sponda effettiva dal punto di vista politico, il Pd ha sempre promesso e mai mantenuto e Damiano ci è sembrato ambiguo cercando di utilizzare la questione per farsi pubblicità e poco altro. Dobbiamo ringraziare però la Gnecchi e la Codurelli tra le fila del Pd, le uniche due persone che ci hanno aiutato e che hanno pagato in prima persona dal momento che la Codurelli proprio a causa della vicenda esodati ha deciso di non ricandidarsi, e la Gnecchi dopo aver vinto le primarie in Altpo Adige si è vista scavalcare e mettere al terzo posto in lista.

Come mai Rivoluzione Civile?

Meno male che abbiamo incontrato Rivoluzione Civile. Io provengo dal percorso di “Cambiare si può”, un movimento nato dalla società civile, uno strumento che ci permette di andare contro queste logiche partitiche e di ripartire dal basso. Io da giovane ho fatto politica nel Pci ai tempi di Berlinguer, a Siena, e ho conosciuto personaggi del calibro di Longo e Pajetta, erano persone d’altri tempi, ben diversi da questi personaggi. Ora sono tornato a fare politica grazie ai nostri comitati di esodati e altri penalizzati dalla riforma Fornero, e la mia candidatura di Cambiare si Può è stata accettata da Rivoluzione Civile, quindi correrò alla Camera in Toscana. Il programma di Rivoluzione Civile è il nostro programma perchè dice di voler abrogare la controriforma Fornero, vuole mettere un tetto alle pensioni d’oro, e vuole risolvere il problema degli esodati. Insisto poi sul fatto che per “esodati” in realtà alludiamo anche a tutte le sottocategorie, da quelli che hanno visto la loro azienda fallire ai licenziati e altri ancora. Molti di questi “esodati” si stavano ormai avvicinando a Grillo ma pian piano stiamo riuscendo a farli partecipare a Rivoluzione Civile. Insomma noi stiamo cercando di lavorare anche per quelle categorie di non salvaguardati che non vengono nemmeno considerati nelle ipotesi di salvaguardia (disoccupati, licenziati, cessati per fallimento dell’azienda, etc.).

D.C.

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