Espulso Borghezio dal Parlamento Europeo per razzismoTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Espulso Borghezio dal Parlamento Europeo per razzismo

Nelle società moderne non sono ammesse forme di razzismo espulso il rappresentante di Lega Nord, Borghezio, dall’EFD

E’ normale che nelle società moderne del nuovo millennio parliamo ancora di differenze di razza; è normale che si creda ancora nell’inferiorità delle popolazioni basandosi sul colore della pelle; è normale non avere la cognizione che, se ci sono uomini e donne in difficoltà, non li tendiamo la mano per senso di quel sentimento umano che tanto professiamo, ma dobbiamo ancora parlare di marocchini, arabi, cinesi, slavi, francesi, italiani, quando invece si dovrebbe pensare che abbiamo davanti a noi semplicemente delle persone, le quali spesso scappano da guerre, genocidi, persecuzioni e da condizioni ai limiti della sopravvivenza. Possibile che c’è chi la pensa ancora in questo modo? Di certo, l’ “onorevole” Borghezio, rappresentante della Lega Nord al gruppo EFD (Europa delle libertà e della democrazia, quel gruppo formato dai partiti contrari al centralismo burocratico dell’UE), parla ancora di Italia agli italiani, non avendo capito che le società moderne sono ormai multietniche, che la convivenza con altre popolazioni è una realtà affermata, è che lo straniero nonè un altro la cui presenza si deve cercare di tollerare, ma è solo una persona come le altre con cui condividere lo spazio e dare anche a egli la possibilità di una vita che rispetti, almeno, il diritto alla vita. Oggi, Borghezio, è stato sospeso dal gruppo EFD per alcune sue frasi di commento sulla candidatura del ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge. “Scelta del cazzo”, “Ha la faccia da casalinga”, “Questo è il governo dei bonga bonga”, “Kyenge fa il medico, gli abbiamo dato un posto all’ASL che è stato tolto a qualche medico italiano”. Perché la colpa della disoccupazione è degli immigrati, non di un sistema che si sta sgretolando se dovessero continuare a non fare riforme adeguate. Con una maggioranza superiore ai due terzi, è stata approvata l’espulsione e il co-presidente, Nigel Farage, commenta: “I commenti di stampo razzista sono inaccettabili”. Per chiedere la sua espulsione era stata, persino, pubblicata una petizione online che ha raccolto 130 mila firme. Stefano Corradino, autore della petizione, ha espresso la sua soddisfazione: “A Strasburgo – spiega – il presidente Schulz e i parlamentari di schieramenti diversi ci avevano manifestato con parole nette e una dichiarazione congiunta, la loro presa di distanza comune dalle parole dell’esponente del Carroccio. E questo era l’esito che attendevamo. L’espulsione di Borghezio non è una vittoria di Articolo21 e Change.org ma di oltre 130mila cittadini che con la loro firma hanno detto chiaramente che nessun atteggiamento razzista può essere consentito in un consesso così importante come quello del Parlamento europeo”. Nonostante Borghezio sia stato cacciato dall’organo europeo, dalla Lega Nord gli arriva un pieno appoggio, per cui dice di sentirsi sereno e replica: “Mi hanno espulso senza neanche ascoltare le mie ragioni. Non ho avuto possibilità di difesa”. Ma frasi razziste, come i comportamenti che ne seguono, la storia insegna che sono solo un inutile incanalare odio tra persone giustificato dalla “diversità”, odio che a quanto pare, la moderna società europea non vuole più tollerare.

Glenda Silvestri

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