Eternit. Decine di morti, ma nessun colpevoleTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Eternit. Decine di morti, ma nessun colpevole

E’ possibile parlare di “giustizia” di fronte alla rabbia dei parenti per i morti dell’Eternit? Difficile a dirsi, intanto rimane lo sconcerto nei confronti di una assoluzione decisa dalla Cassazione ma che lascia sbigottiti. Può andare in prescrizione un reato che continua a uccidere a tutt’oggi? 

Alla fine tutti assolti e quindi nessun colpevole per la vicenda vergognosa dell’Eternit che fin qui è costata la vita a decine e decine di persone. Si può quindi solo immaginare la rabbia che avranno provato i parenti delle vittime quando hanno sentito la decisione della Cassazione in merito al processo Eternit: ovvero tutti assolti, nessun colpevole per i morti a causa dell’amianto. Si può solo immaginare la tristezza con la quale avranno reagito alla notizia in quel di Casale Monferrato, centro piemontese colpito dalla tragedia, che ha deciso di adottare il lutto cittadino. Una sentenza beffa per tutti che mostra in modo chiaro quanto sia difficile in Italia ottenere giustizia anche per casi marchiani come quello dell’Eternit. Chiaramente la sentenza ha sollevato un polverone con molti politici che si sono indignati nel tentativo di mettersi in luce e cavalcare il malcontento quando magari hanno ignorato la vicenda fino a oggi. Se non altro il loro interessamento tardivo ha costretto i giudici della Cassazione a precisare con una nota che l’oggetto del processo “era esclusivamente l’esistenza o meno del disastro ambientale, la cui sussistenza è stata affermata dalla Corte che ha dovuto, però, prendere atto dell’avvenuta prescrizione del reato“; di conseguenza “Oggetto del giudizio non erano quindi singoli episodi di morti e patologie sopravvenute, dei quali la Corte non si è occupata“. La Corte d’appello di Torino però la pensava diversamente quando aveva scritto le motivazioni della condanna a diciotto anni per Schmidheiny, il proprietario della Eternit, e infatti aveva scritto che “La consumazione del reato di disastro è tuttora in atto” e quindi “occorre mettere in risalto che i reati in nessun modo si possono affermare prescritti“. E infatti proprio in queste ore la Procura di Torino ha chiuso l’inchiesta Eternit Bis in cui Schmidheiny era indagato, e si procederà per omicidio volontario continuato. A Schmidheiny verranno infatti contestati altri cinquanta casi di morte oltre ai primi 213 attribuiti. Peccato che la sentenza della Cassazione abbia annullato la condanna a Schmidheiny, l’ex proprietario dell’Eternit, e così il dramma dell’amianto è semplicemente senza colpevoli dal momento che l’omicidio non è imputato contestualmente all’accusa di disastro ambientale nei confronti dell’imputato. Impossibile per le persone colpite dalla tragedia fare finta di niente, impossibile perdonare, e quindi da qui la decisione degli abitanti di Casale Monferrato di lanciare un movimento di giustizia e di scendere in piazza per lanciare una manifestazione contro la sentenza della Cassazione. Persino Matteo Renzi si è mostrato indignato per la sentenza e ha annunciato di voler cambiare le norme della prescrizione, una attenzione tardiva quella del premier che sembra quasi un maldestro tentativo di intercettare consensi e di mettere il cappello a una lotta che invece dovrebbe essere di giustizia e di buonsenso. Intanto i parenti che hanno perso qualcuno a causa dell’Eternit ne sono certi: li hanno uccisi per la seconda volta.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Un commento

  1. 22 novembre 2014
    ciao dal profondo “nord-est”
    Butto giù qualche considerazione così come viene. Abbiamo visto tutti in questi giorni gli abitanti di Casale Monferrato con in mano i cartelli che chiedevano in quanti dovranno ancora morire. Mi veniva da pensare: ma non sarà ormai troppo tardi?
    Ricordo bene che 30 anni fa a parlare di eternit e della sua pericolosità (come di tanti altri inquinanti e cancerogeni, evidentemente Seveso non aveva insegnato nulla)  si passava per “cassandre” (dimenticando che Cassandra, purtroppo per i troiani aveva avuto ragione) o roba del genere. Si parva licet, in questi anni chi ha denunciato la presenza di rifiuti tossici sotto il manto stradale della A31 (Basso vicentino) è stato definito, parlo per esperienza personale, nella migliore delle ipotesi “ambientalista romantico e bucolico”, nella peggiore “ambientalista talebano”. Mi viene spontaneo pensare che tra 30 anni (ma anche meno, secondo Medicina Democratica cromo e nichel dovrebbero andare in falda tra 10-15 anni) i nostri figli (nel caso mio, per ragioni anagrafiche, più probabilmente i nipoti) si troveranno a denunciare i guasti di questo nostro recente ecocidio nordestino.
    Significativo come in questi giorni la cosa viene trattata dalla stampa locale. A parte il GdV che è notoriamente sul libro paga di chi opera nel settore, il giornale diocesano (“La Voce dei Berici”) si peoccupa di tranquilizzare, coprire, edulcorare…Dice in sostanza che se i rifiuti illegali restassero dove sono ora (sotto l’asfalto) non ci sarebbero pericoli. Dimenticando che quando piove fuoriescono e comunque penetrano nel terreno e in falda…
    Chiudo e segnalo in rete 
    “Gianni sartori A31: autostrada, discarica o infrastruttura militare” (vedi sul sito DalMolin e su CSA Arcadia
    buona lettura (NB risale ad almeno tre anni fa…quando forse si poteva ancora bonificare)

    Gianni Sartori

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top