Europa. Accordo sulla Grecia ancora in alto mareTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Europa. Accordo sulla Grecia ancora in alto mare

Europa. Accordo sulla Grecia ancora in alto mare

Nemmeno l’ultimo piano Tsipras è servito a porre fine allo stillicidio sulla Grecia. L’Eurogruppo si riunisce in ore drammatiche per trovare una soluzione ma ci sono dei “falchi” europei che hanno ancora delle riserve sul piano greco. E la mancanza di fiducia nei confronti di Atene viene identificata come l’ostacolo principale al raggiungimento di un accordo. 

Sembra quasi il gioco del cerino quello della Grecia nei confronti dell’Eurogruppo, una lunga telenovela che non trova soluzione. Ogni volta che sembra che le parti siano finalmente vicine, ecco che qualcosa salta e ci si ritrova molto presto  in alto mare. Nonostante retorica e propaganda infatti in Europa ci sono soggettività diverse con differenti idee di “Europa”, ed esistono paesi che non riescono ad avere fiducia nella Grecia, e di conseguenza non fidandosi rendono almeno a oggi un accordo ancora troppo difficile. Dondald Tusk, presidente del Consiglio Ue, ha annunciato la cancellazione del summit Ue a 28 paesi previsto per questo pomeriggio. Il problema principale però è che all’interno delle istituzioni europee ci sono anche i cosiddetti “falchi”, ovvero i rappresentanti di quei paesi che, per differenti motivi, non hanno interesse a sbloccare lo stallo della crisi greca. Stiamo parlando di personaggi come il presidente dell’Eurogruppo, il ministro olandese Jeroen Dijsselbloem, ma anche dei governi di Germania, Finlandia, Olanda, Irlanda, Estonia, Lituania, Lettonia, Slovacchia e Malta, paesi che non hanno intenzione di fare alcuno sconto al paese ellenico. I dubbi riguardano anche la natura del debito ellenic0 che avrebbe superato il 200% e a questo punto sarebbe difficilmente restituibile. A questo punto per sbloccare la situazione sarebbe opportuno trovare una sintesi tra posizioni molto diverse, e non è detto che ci sia la volontà politica di farlo.  Insomma la crisi greca è ancora in piena fase di stallo e ogni scenario sembra essere ancora possibile. La sensazione è che i “falchi” abbiano tutto l’interesse a costringere Atene a maggiori rinunce oppure ad accettare l’uscita dall’Ue, ma anche premier come  Matteo Renzi che provano a fare i pontieri auspicandosi un’Europa con la Grecia, finiscono poi per sostenere che sia assolutamente “impossibile” un referendum sull’Euro in italia e che il referendum di Atene sia stato negativo per la tenuta dell’Ue. Come a dire che la minaccia politica di un personaggio come Tsipras rappresenti un pericolo in sè, in quanto l’Europa deve essere esattamente così e anche solo immaginarla diversamente potrebbe essere negativo per i mercati.

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