Europa. Anche l’Irlanda in piazza contro la TroikaTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Europa. Anche l’Irlanda in piazza contro la Troika

Anche l’Irlanda è scesa in piazza contro la crisi. A scatenare la rabbia degli irlandesi sono le nuove tasse su acqua e casa imposte dal governo. E intanto monta l’odio antieuropeista da Dublino ad Atene.

Venti di protesta in Europa dove in Irlanda migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro le nuove tasse imposte dal governo di Dublino. Anche in Irlanda infatti la crisi non ha lasciato scampo con un’imposizione fiscale che è cresciuta sempre di più e i redditi che invece continuano a scendere. La nuova tassa sulla casa, la ‘Household tax’,  é stata introdotta all’inizio dell’anno per volontà del governo guidato dal laburista Kenny al fine di dare ossigeno alle casse del Paese e accontentare le richieste, sempre più esose, della Troika. Comprensibilmente migliaia di irlandesi hanno reagito scatenando ampie proteste, e i cittadini proprietari di immobili hanno riempito le strade di Dublino, Cork e tutte le principali città irlandesi.

Anche sabato diversi cittadini sono tornati a manifestare di fronte al Castello di Dublino, dove si è svolta nel frattempo la riunione informale dei ministri delle Finanze europei. Molti i cartelli contro “la property tax” e anche qualche richiamo al mito irlandese: “San Patrizio ritorna perché qui ci sono troppi serpenti” (la leggenda narra che in Irlanda non ci siano serpenti proprio grazie all’intercessione del Santo).  Per questo motivo è stata indetta la giornata di “mobilitazione nazionale contro le tasse sulla casa e sull’acqua” che ha permesso di raccogliere a Dublino più di 5000 persone.  Il corteo, partito da Parnell Square, ha marciato in direzione del castello di Dublino in cui si stava svolgendo l’incontro tra i ministri europei; l’area era stata blindata dalle forze dell’ordine ma i manifestanti si sono comunque radunati nei pressi del castello scandendo slogan contro le politiche del partito laburista e il ministro per la spesa pubblica Brendan Howlin. Il grido che ha dominato le proteste è stato: “Cant’ pay, won’t pay“, ovvero “non posso e non voglio pagare”, una sorta di pratica di disobbedienza civile che sta prendendo sempre più piede. Il governo è accusato di essersi piegato troppo docilmente ai voleri di Berlino e agli interessi della Germania, per questo i manifestanti hanno agitato un metaforico cartellino rosso per squalificare virtualmente il governo.

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