Europa. Bce ancora all'attacco del lavoroTribuno del Popolo
giovedì , 23 novembre 2017
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Europa. Bce ancora all’attacco del lavoro

La Banca Centrale Europea ha messo sotto attacco ancora una volta le “rigidità del lavoro” offrendo le solite soluzioni che negli ultimi tre anni non hanno fatto che aggravare la crisi.

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E’ arrivato il nuovo bollettino mensile della Banca Centrale Europea e, come al solito, non c’è stato molto di nuovo. Ancora una volta sotto attacco le “rigidità del lavoro”, una vera ossessione per le istituzioni europee che però ormai propongono come un disco incantato sempre le stesse soluzioni: Gli Stati membri devono procedere a una piu’ rapida attuazione delle necessarie riforme strutturali al fine di promuovere la competitivita’, la crescita e la creazione di posti di lavoro. La rimozione delle rigidita’ nel mercato del lavoro, la riduzione degli oneri amministrativi e il rafforzamento della concorrenza nei mercati dei beni e servizi saranno di particolare giovamento per le piccole e medie imprese. Queste misure di riforma strutturale sono essenziali per abbassare il livello attualmente elevato di disoccupazione, in particolare tra le fasce piu’ giovani della popolazione dell’area dell’euro“, recita il Bollettino di agosto della Bce. Insomma nulla di nuovo, e lo stesso rapporto sostiene che la situazione dell’Eurozona sia quasi drammatica: “I rischi per le prospettive economiche dell’area dell’euro continuano a essere orientati al ribasso. I recenti indicatori del clima di fiducia basati sui risultati delle indagini mostrano qualche ulteriore miglioramento, a partire da bassi livelli, dando cauta conferma all’aspettativa dello stabilizzarsi dell’attivita’ economica su livelli contenuti. Nel contempo, le condizioni del mercato del lavoro permangono deboli“. Sempre secondo la Bce negli ultimi mesi del 2013 e nel 2014 le esportazioni dell’area Euro dovrebbero crescere a causa di una progressiva ripresa della domanda mondiale, mentre la domanda interna verrebbe sostenuta dal calo dell’inflazione. Peccato che sono oltre vent’anni che si parla di sconfiggere l’inflazione, che a oggi è l’ultimo dei problemi, ma non per la Bce che sta continuando a imporre cure da cavallo peraltro completamente sbagliate che stanno facendo letteralmente collassare i Pigs dell’eurozona. E vista la pervicacia con cui si continuano a rilanciare politiche economiche di quel tipo, viene da pensare che questo fosse l’obiettivo fin dall’inizio.

Gracchus Babeuf

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