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mercoledì , 29 marzo 2017
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Europa. Da Roma ad Atene ecco le “colonie” europee

Ormai l’Europa del Sud sembra essere diventata un’autentica colonia. Nonostante i tagli selvaggi, l’austerity e tutto il resto, la Germania continua a dirsi scettica sull’Italia, e ormai sembra sempre più chiaro destino comune dei paesi mediterranei.

Photo Credit: Lettera 43

Dopo tre anni di crisi, migliaia e migliaia di posti di lavoro persi, migliaia di suicidi, l’Ue non sembra voler cambiare rotta. Anzi, i pasdaran dell’austerity hanno ormai preso in mano il futuro dell’Europa e continuano a chiedere ulteriori sacrifici a paesi ormai allo stremo. E in questo contesto drammatico nel quale l’Italia ha ovviamente in modo prono eseguito i diktat dell’Ue, la Germania per bocca di Olli Rehn ha persino pensato bene di bacchettarci dichiarandosi “scettico” sulle riforme del Paese. E dopo le parole di Rehn un pò tutti alzano la voce, come a voler rassicurare l’opinione pubblica che conserviamo ancora la dignità e la nostra sovranità. Il Commissario tedesco sembra quasi aver lanciato un monito in vista della prossima presidenza europea italiana, un monito terribile che suona quantomai minaccioso. Sembra quasi che si voglia far capire ai paesi mediterranei che non potranno in alcun modo allentare i vincoli europei utilizzando la presidenza italiana, sembra quasi che la Commissione Europea tema che l’Italia voglia dar voce a tutti i paesi mediterranei facendo peso specifico. E’ anche un’ammissione dal momento che con queste pressioni si ammette che l’Italia, assieme a Spagna, Francia, Grecia e Portogallo, potrebbe seriamente far saltare il banco e ridiscutere i termini degli accordi quasi coloniali pattuiti tra il 2011 e il 2012. Così Enrico Letta ha provato a rispondere a tono a Rehn, ricordandogli che lo scetticismo non fa parte dei trattati europei, ma le sue parole non sono rassicuranti dal momento che subito dopo proprio il premier ha assicurato: Le annunciate privatizzazioni e la spending review vanno fatte ed è esattamente quello che faremo. Le abbiamo annunciate e le faremo: sono capitolo fondamentale dell’ azione di governo.”. Insomma a dispetto di tante belle parole il governo continuerà in modo perfettamente consapevole a distruggere il tessuto economico italiano continuando a tagliare e a privatizzare, una manovra che ha il sapore acre della presa in giro. E quindi bisognerebbe avere il coraggio di dire che quando Grillo parla di andare a Bruxelles per far valere i nostri diritti assieme a spagnoli, greci e portoghesi forse non ha tutti i torti, sembra ormai chiaro che la Commissione Europea non considera allo stesso modo tutti i popoli e i territori europei, e la cosa più grottesca è che i nostri governanti al posto che fare i nostri interessi, sembrano fare i loro. Insomma da paese sovrano a colonia, il passo sembra essere più breve del previsto, ma forse è proprio dal Mediterraneo che si dovrà ripartire per ricostruire la dignità calpestata dell’Europa del Sud.

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