Europa. Dopo il #Brexit la necessità di proporre una "Terza Via"Tribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Europa. Dopo il #Brexit la sinistra al bivio: costruire una “terza via” o sparire

Il Brexit suggerisce che si debba giocoforza scegliere tra due opzioni: accettare l’Unione Europea delle banche e del neoliberismo oppure rifiutarla in toto e tornare ai nazionalismi tanto agognati da Le Pen, Salvini e Farage. La sinistra al posto che occuparsi di #Erasmus avrebbe dovuto lavorare a una alternativa, e invece ha preferito lasciarla nelle mani dell’estrema destra. Da qui la necessità di lavorare per una terza via in modo così da liberare l’Europa tanto dalle tenaglie della finanza quanto dal rischio dei nazionalismi. 

Dopo la vittoria del #Brexit si è assistito a un proliferare di commenti positivi e negativi che però mostrano forse di non aver perfettamente colto la portata di quanto successo a Londra. La tentazione di esultare per la cosiddetta sinistra ci sarebbe, del resto sono ormai anni che l’Unione Europea viene criticata aspramente per le folli politiche di austerity e quant’altro, peccato che per diversi motivi le sinistre europee ormai deprivate di ogni aspetto rivoluzionario e radicale e relegate al ruolo di un blando moderatismo filoatlantico che si occupa solo di Erasmus e diritti delle minoranze, hanno lasciato alle forse dell’estrema destra xenofoba e populista la critica dell’Ue. Si diceva che l’Unione Europea avrebbe fatto da garanzia che scempi del nazionalismo come la Seconda Guerra Mondiale non si sarebbero più ripetuti, eppure abbiamo visto con i nostri stessi occhi l’Unione Europa fomentare il golpe in Ucraina e comminare le sanzioni ai danni della Russia fomentando proprio quegli stessi nazionalismi che sulla carta avrebbe dovuto disinnescare.Poi abbiamo visto anche il vero volto dell’Ue con la Grecia, con gli eurocrati che hanno trattato i cittadini greci come semplici numeri, ignorando di aver condannato un intero popolo alla miseria solo in nome dei “mercati”.

E una sinistra ormai sbandata non può certo esercitare un ruolo in un processo storico di questa portata, dovrà accontentarsi di rimanere sullo sfondo in quanto i protagonisti di questa protesta all’Unione Europea sono altri. Qualcuno a “sinistra” dovrebbe perlomeno prendere atto di una sconfitta storica e dell’inutilità di un blando riformismo che viene ormai rigettato dalle classi più povere, dimenticate da una Ue che fa ben altri interessi. I comunisti europei anche di fronte a questo tracoll0 non dovrebbero perdersi d’animo ma avere il coraggio di rigettare tanto l’Ue dei mercati, quanto l’uscita da destra da questo sistema, il fatto stesso che si rinunci a evocare una “terza via” è la dimostrazione di una subalternità culturale di cui qualcuno prima o dopo dovrà essere chiamato a rispondere. La sensazione è quasi che quegli stessi potentati che hanno tratto vantaggio dalla costruzione dell’Ue ora si lascino aperta una sorta di scialuppa di salvataggio rappresentata proprio da quei “nazionalismi” che continuerebbero a preservare i loro privilegi esattamente come avveniva prima della costruzione dell’Unione Europea in quanto il sistema economico  il possesso dei mezzi di produzione rimarranno intaccati. Insomma mentre tutto crolla la sinistra dovrebbe trovare il coraggio di tornare rivoluzionaria, o altrimenti accettare la sparizione. In questo caso non esiste una terza scelta…

Tribuno del Popolo

 

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