Europa. Dopo il referendum la Merkel chiude a nuove trattativeTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Europa. Dopo il referendum la Merkel chiude a nuove trattative

Europa. Dopo il referendum la Merkel chiude a nuove trattative

Angela Merkel per via del suo portavoce, Steffen Seibert, ha detto chiaramente che dopo il risultato del referendum non ci sarebbero i presupposti per nuove trattative “su altri programmi di aiuto”. Le fa eco anche la Bce che sostiene come sia impossibile ristrutturare il debito ellenico. Segno che l’Eurozona non ha digerito la vittoria politica di Tsipras e degli “eurocritici”.

Nelle prossime ore l’Eurogruppo, in un clima di estrema tensione e incertezza dopo l’esito del referendum sull’approvazione o meno delle proposte dell’Eurozona circa il debito greco, si riunirà in sessione straordinaria per capire il da farsi. Nessuno si fa illusioni però e la Grecia continua a vivere in una sorta di limbo dal momento che nessuno sa quali scenari si apriranno dopo la vittoria del “no”. Quello che è certo è che la vittoria di Tsipras ha fatto schiumare di rabbia un pò tutti sia a Berlino, che a Bruxelles, dove evidentemente si auspicavano di convincere i cittadini greci con il terrorismo psicologico a votare “sì”, defenestrando quindi lo “sgradito” presidente ellenico.  L’eurogruppo comunque ha subito risposto a denti stretti all’entusiasmo ellenico, e lo ha fatto per bocca di Christian Noywe, membro del board della Bce, che in quel di Parigi ha detto ai giornalisti in modo molto chiaro che il debito greco presso alla Bce “non può essere ristrutturato perché ciò costituirebbe un finanziamento monetario(Fonte Bloomberg).

Poco prima ci aveva pensato già la “cancelliera” Merkel ha gelare i greci sostenendo in modo netto e chiaro tramite il suo portavoce, Steffen Seibert, che  non ci sarebbero margini per nuove trattative: “al momento non ci sono i presupporsi per nuove trattative su altri programmi di aiuto“. Insomma, secondo la Merkel e gli altri eurocrati doveva vincere il sì, in quanto in quel modo Tsipras sarebbe stato indebolito e più niente avrebbe potuto intralciare le politiche di austerity fortemente gradite alla Merkel. Tra un anno in Germania ci saranno nuove elezioni e la Merkel ha sempre promesso all’elettorato la linea dura nei confronti di Atene. La sua ostinazione e intransigenza però rischia di disintegrare l’Europa, e non è detto che i cittadini tedeschi  apprezzino il modo con il quale sta affrontando la crisi ellenica. Secondo molti ora la Merkel vorrebbe far pagare alla Grecia un prezzo per tenerla nell’euro, e tale prezzo potrebbe essere quello che tecnicamente viene chiamato dagli economisti un “bail-in”, ovvero un prelievo forzoso sui depositi bancari.

Ora l’unica mossa che rimane nell’arco dei politici tedeschi è quella di continuare a destabilizzare e delegittimare il governo ellenico, prendendo atto però che il popolo greco appoggia il proprio governo. Non sarà quindi più possibile far passare Tsipras come un giocatore d’azzardo, non dopo che ha vinto il referendum e dopo che il ministro Varoufakis si è clamorosamente dimesso per togliere così altri alibi all’Eurogruppo.

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