Europa. Hollande apre all'Europa federaleTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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Europa. Hollande apre all’Europa federale

Il presidente francese Hollande per la prima volta ha abbandonato lo scetticismo nei confronti di un’Europa federata e ha chiesto entro il 2015 un governo unitario europeo.

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Avete presente il sogno degli Stati Uniti d’Europa? Purtroppo o per fortuna questo progetto negli ultimi mesi sta facendo importanti passi in avanti. Ne sa qualcosa Francois Hollande, presidente francese che, per la prima volta nella storia politica transalpina, ha deciso di abbandonare lo scetticismo verso l’Europa federata e di aprire in modo netto a un’Europa federale, con un governo unitario europeo, un bilancio comune, un debito pubblico sovrano comune, e anche una politica economica, estera e di difesa comuni; per non parlare della Banca Centrale con i poteri di tutte le banche centrali dei singoli paesi sovrani. Hollande sarebbe anche favorevole a prevedere l’elezione del presidente d’Europa grazie al voto diretto dell’intero popolo europeo. Ma non è finita qui, Hollande non è solo ed è stato appoggiato anche dal governo spagnolo di centrodestra di M. Rajoy, e anche Enrico Letta ha in tempi non sospetti sostenuto questa necessità, ma senza impegnarsi in date. Hollande invece ha rotto gli indugi e ha dato due anni di tempo all’Europa per seguire il suo progetto; e se gli altri paesi europei (la Germania soprattutto perché a lei è rivolto il messaggio di Hollande) non saranno d’accordo, la Francia andrà avanti con chi ci sta. Inutile dire che si terranno in autunno le elezioni tedesche che porteranno sicuramente a una svolta, in un senso o nell’altro. Peccato che la messa in comune dei debiti nazionali sovrani era stato il primo passo della Confederazione americana verso la Federazione. Che quindi l’austerity e le crisi di questi mesi siano una mossa preparatoria? E soprattutto, i cittadini dei singoli paesi sovrani che margine effettivo hanno per opporsi a tutto ciò se sono chiamati a votare partiti tutti d’accordo a lavorare per questo scenario?

Noi avremmo in mente un’Europa ben diversa, un’Europa dove le decisioni non vengano prese da un organo centrale fuori controllo e che non fa gli interessi dei cittadini dei singoli stati, un’Europa dove il Parlamento abbia non solo potere consultivo ma potere di veto, un’Europa infine che tenga conto non solo degli interessi dei potentati economici e bancari, ma anche del benessere dei cittadini.  Esistono culture diverse all’interno dei singoli paesi le cui specificità vanno rispettate, per questo siamo e saremo sempre contrari a un progetto di Stati Uniti d’Europa che snaturi, sostanzialmente, la sovranità dei singoli Paesi. E questo non perchè siamo nazionalisti, ma perchè riteniamo che sia molto difficile in un’Europa Federale fare gli interessi dei cittadini che abitano nei singoli Paesi, soprattutto se il governo centrale di questa fantomatica Europa Federale avrà le idee economiche neoliberiste che tanti danni stanno facendo fino a oggi.

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