Europa. I poveri sono più di 120 milioniTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Europa. I poveri sono più di 120 milioni

Secondo Eurostat nel 2013 in Europa ci sarebbero stati 122 milioni di cittadini europei a concreto rischio di povertà o esclusione sociale. Inoltre il divario tra ricchi e poveri sta aumentando sempre di più, ma nonostante questo nessuno ancora intende criticare seriamente il sistema che ha prodotto tutto questo. 

Secondo Eurostat nel 2013 c’erano qualcosa come 122 milioni di europei a rischio povertà, pari al 24% della popolazione totale dell’Europa. Cifre drammatiche che fanno capire in modo plastico quanto il mito del benessere infallibile dell’Occidente sia in realtà destinato a sciogliersi di fronte alla realtà. Non solo, si è assistito dal 2008 a oggi anche un progressivo e inesorabile aumento del divario tra ricchi e poveri con un numero di persone che necessitano di aiuti alimentari e altra assistenza in aumento esponenziale. Incredibilmente però mentre aumentano la disperazione, la rabbia e la solitudine, non aumenta invece la critica nei confronti del sistema che ha prodotto tutto questo, ovvero il capitalismo nella sua versione neoliberista. Qualche settimana fa anche la Croce Rossa Internazionale ha diffuso un rapporto sulla povertà del mondo chiamato “Think Differently” che ha reso in modo chiaro la situazione drammatica dell?Europa. Secondo il rapporto infatti all’interno dell’Ue ci sarebbero ben 43 milioni di persone che ogni giorno non riescono a nutrirsi a sufficienza, e tra questi molti sono bambini. Non solo entro il prossimo anno l’Eurostat ha previsto un aumento di poveri fino a 120 milioni. Incredibilmente però si continua a ritenere che questo sia il “migliore dei mondi possibili”, eppure in diversi paesi socialisti il problema dell’alimentazione e dell’accesso ai servizi sanitari e dell’istruzione è stato ampiamente risolto anche in passato. E invece nella “democratica” e “libera” Europa circa un quarto dei cittadini sono a rischio povertà, e nei paesi ex sovietici le cose vanno molto peggio, basti pensare che in Bulgaria circa il 50% della popolazione è a rischio povertà, alla faccia dei miglioramenti che sarebbero dovuti derivare dalla caduta del socialismo reale! Per non parlare dei nuovi poveri che stanno comparendo un pò in tutta Europa, ex membri della classe media impoverita che finiscono a dipendere dall’assistenza della Croce Rossa. Ogni giorno almeno tre milioni e mezzo di persone in Ue ricevono aiuti umanitari per sopravvivere, un panorama drammatico che rende in modo plastico il fallimento del sistema economico in cui viviamo. In Lettonia, altro paese ex sovietico che secondo le cifre economiche ha superato la crisi, la Croce Rossa Internazionale ancora distribuisce cibo a circa 140.000 persone, tre volte e mezzo di più che a fine 2009. Ma anche la Francia sembra in ginocchio dal momento che esistono già oggi circa 400.000 francesi al di sotto della soglia di povertà, e qui il governo taglia sulla spesa sociale aumentando il numero degli esclusi. In Italia c’è poco da ridere dal momento che il numero degli “Homeless” è in netto aumento e il governo non ha nessun programma per risolvere il loro problema come se fossero, quali sono, degli invisibili. Del resto coloro i quali non producono profitto al capitalismo semplicemente non interessano. Eppure molti cittadini europei continuano ad essere affascinati dal capitalismo, sistema che li impoverisce nella pratica ma che lascia loro in “teoria” la libertà di poter diventare ricchi. Peccato che ciò riguardi solo l’1% di loro, dettagli. 

Gracchus Babeuf

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