Europa. Il paradosso dell'Europa "irreversibile" come "culla della democrazia"Tribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Europa. Il paradosso dell’Europa “irreversibile” come “culla della democrazia”

Come può qualcosa di democratico essere “irreversibile”? E soprattutto che credibilità può avere un progetto guidato dall’alto e imposto a popoli e governi senza alcun tipo di dibattito dal basso? E quanto sta accadendo alla Grecia è la “cartina di tornasole” che permette di guardare la cosa da un’altra angolazione… 

Mario Draghi lo aveva detto chiaramente: l’euro è irreversibile. E se il diavolo si vede dai dettagli ecco che basterebbe questa semplice affermazione a mettere in crisi l’impalcatura valoriale e ideale che viene irraggiata quotidianamente dai fautori dell’Unione Europea a tutti i costi. Noi non saremmo nemmeno pregiudizialmente contrari al concetto di Unione Europea, ma siamo legati più che altro all’idea di unione dei popoli europei, ovvero quanto di più distante esista dall’Unione dei capitali e della finanza che si è realizzata in questo scorcio di XXI secolo. I governi nazionali appaiono svuotati e anche schiacciati di fronte al peso di regole finanziarie che vengono decise altrove, a Bruxelles, sulla base di criteri non certo condivisi da un discorso che abbia coinvolto nel processo decisionale le popolazioni dei singoli paesi. Tutto è avvenuto dall’alto, sulla fiducia e per delega, una delega in bianco che ha permesso di realizzare una Unione Europea che logicamente fa solo gli interessi di qualcuno e non certo della totalità degli europei. Una Europa che globalizza i problemi solo quando questi problemi stanno a cuore a qualcuno, salvo poi tirarsi indietro quando bisogna fare qualcosa per qualcuno che non conta nulla, che siano i greci o gli extracomunitari. E lo stesso concetto di euro come “irreversibile” cozza in modo clamoroso con il concetto di Europa come culla della democrazia e baluardo contro le dittature e i regimi in tutto il mondo. Come si può infatti ergersi a paladini di valori come solidarietà, umanesimo, progresso, e appunto democrazia, quando si decide di giocare sulla carne di un intero popolo come in Grecia o quando si decide l’inazione nei confronti dei migranti che cercano la salvezza attraverso il Mediterraneo? Come si può autonominarsi i numi tutelari di tutti i valori “positivi” del mondo e poi imporre ai propri stessi cittadini una serie di misure considerate “irreversibili”? Si tratta di un’Europa che al massimo ci sembra vittima di contraddizioni talmente stringenti da rendere completamente poco credibile il proprio messaggio al mondo, un’Europa che se a parole dice di fare gli interessi dei propri cittadini ha figli e figliastri, e soprattutto fa cadere sulla testa dei suoi cittadini decisioni di importanza capitale come ad esempio lo schieramento militare atlantico contro la Russia, oppure l’adesione al Ttip che potrebbe portare alla rovina l’agricoltura e l’artigianato del Vecchio Continente, per la gioia degli Stati Uniti e di pochi papaveri europei che con questo accordo faranno miliardi. E se non sei d’accordo e ti organizzi per far valere le tue ragioni magari vincendo le elezioni come Tsipras in Grecia, ecco che vieni messo di fronte al ricatto, perchè l’euro è “irreversibile” e noi siamo i “buoni” del mondo.

Gb

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