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martedì , 25 luglio 2017
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Europa. Nuove idee da Cipro contro la crisi

All’interno della devastante crisi sistemica che ha travolto l’Europa, i poteri e la sovranità dei singoli stati sembrano essere ridotti al lumicino. Da Cipro però potrebbero arrivare novità interessanti per trovare vie d’uscita alternative al vicolo cieco imboccato dall’economia occidentale.

Nel contesto drammatico che l’Europa sta vivendo in questo scorcio di XXI secolo, uno degli aspetti più terribili è proprio la mancanza di prospettiva. Si prospettano anni di recessione, disoccupazione e precarietà, e la linea dura imposta da Angela Merkel sta inevitabilmente aggravando la crisi, scaricandone i costi sulle fasce sociali più deboli e dipendenti dallo stato sociale, puntualmente sforbiciato. In questa situazione Cipro si appresta a presiedere a partire dal 1 luglio il Consiglio dell’Ue, e Cipro per inciso è l’unico paese  dell’Unione europea ad avere un Presidente comunista, il Dimitris Christofias. “Il governo cipriota, che necessita di un’assistenza finanziaria pari a circa 4 miliardi di euro, oltre che rivolgere la sua richiesta agli istituti finanziari dell’Ue per una cifra pari a 1,8 miliardi di euro, si è rivolto anche ad altri paesi extra-Ue come Russia e Cina per accordi bilaterali di aiuti”: recitava il Corriere della Sera. Anche il “Sole 24 Ore” si era occupato della vicenda e ha riportato la notizia che Nicosia avrebbe ricevuto qualcosa come 2,5 miliardi da Mosca, e sarebbe orientata a chiedere un nuovo prestito bilaterale tra i 3 e i 5 miliardi di euro. Prestiti che, come ricorda in un suo articolo  Fausto Sorini, responsabile Esteri del Pdci, “come è noto per chi conosce le regole cui si attengono i Paesi del BRICS, vengono concessi senza quelle condizioni capestro in termini di interessi, vincoli e pretese di interferenza nella politica interna dei paesi interessati, con modalità assai diverse da quelle in uso nell’Unione europea e nella BCE, che sborsano a condizione che i paesi destinatari del credito si assoggettino a quei rigidi diktat di massacro sociale e di rigore in versione “fiscal compact” che abbiamo visto operare nel caso estremo della Grecia, ma anche nell’Italia del governo Monti”. E’ dunque possibile diversificare le proprie relazioni economiche per incrinare la morsa del rigore della Merkel? . Aprire ai BRICS potrebbe non essere una cattiva idea per i paesi dell’Europa in difficoltà, anche perchè i prestiti concessi dai BRICS permettono di ottenere interessi più bassi e soprattutto di mantenere la propria sovranità nazionale.  Per la verità Cipro nelle scorse settimane ha subito un duro colpo all’interno della sua economia per via della Bank of Cyprus, che ha deciso di chiedere  al governo circa 500 milioni di euro per raggiungere gli obiettivi di ricapitalizzazione fissati dalle autorità europee. In un comunicato, la banca ha precisato di aver bisogno di 1,56 miliardi di euro ma di non aver potuto mettere insieme tale somma. Il governo di Cipro a quel punto a chiesto alle autorità europee un’assistenza finanziaria non precisata per aiutare il proprio settore bancario. Un’altra banca dell’isola, Marfin Popular Bank, ha infatti bisogno di 1,8 miliardi di euro prima del 30 giugno per rispondere alle stesse esigenze di ricapitalizzazione. Ecco che in questa situazione economica drammatica, rivolgersi a Russia e Cina per Nicosia potrebbe essere la carta vincente.

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