Europa. Parigi e Londra ai ferri corti per l'esercito europeoTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Europa. Parigi e Londra ai ferri corti per l’esercito europeo

Europa. Parigi e Londra ai ferri corti per l’esercito europeo

Sul tavolo in Europa il tema della Difesa comune europea con i capi di Stato di Londra e Parigi che potrebbero tornare ai ferri corti.

Il tema della Difesa comune europea è un tema vecchio, un tema che è finito finalmente e purtroppo sul tavolo dell’Ue. Oggi se ne è parlato a Bruxelles dove ha parlato, guarda un pò, proprio Anders Fog Rasmussen, il Segretario generale della Nato. Chi meglio di lui avrebbe potuto affrontare il tema della Difesa comune europea? Chiaramente la questione è subito slittata su “quello che gli Stati membri e l’Unione dovrebbero fare, per mantenere e sviluppare le capacità che sono critiche per la nostra difesa e la nostra sicurezza”, fatto che inevitabilmente ha acuito la distanza tra Londra e Parigi. La Gran Bretagna infatti da sempre si è detta contraria a investimenti comuni per realizzare un esercito europeo autonomo, da sempre diffidente nei confronti dell’Europa, Londra vive ancora del fascino e della nostalgia dell’epoca coloniale. La Francia, d’altra parte negli ultimi anni ha mostrato un attivismo impensato nel promuovere guerre e missioni militari congiunte europee, ecco perchè Parigi vorrebbe dei passi in avanti in quel senso. Insomma Hollande e soci presentano il conto delle missioni militari in giro per il mondo,e Hollande cercherà di istituire un fondo comune per gli sforzi bellici continentali, che evidentemente si prevedono cospicui anche in futuro. Hollande ha apertamente rinfacciato ai partner continentali il loro disinteresse nei confronti delle missioni militari decise negli ultimi mesi dalla Francia in Africa. Insomma, Parigi cerca di far credere che gli interessi economici francesi in Africa, vedi Mali, Repubblica Centrafricana e Costa d’Avorio, siano anche interessi dell’Europa, ma chi pensa agli interessi delle popolazioni coinvolte? Assolutamente nessuno, ovvio. In Costa d’Avorio le forze armate francese hanno sostenuto un autentico golpe (LEGGI QUI), ma Hollande vende queste missioni come operazioni di pace contro il terrorismo. Insomma, ora Hollande vorrebbe veder partire quel coordinamento militare deciso anni fa ma rimasto inattivo proprio a causa delle resistenze di alcuni paesi come la Gran Bretagna. Insomma la Francia vorrebbe imprimere una svolta, magari utilizzando i battaglioni dell’esercito europeo addestrati sin dal 2007 e finora rimasti inutilizzati. Non solo, l’Ue vorrebbe anche realizzare dei droni da combattimento e un sistema comune di rifornimento in volo di caccia e aerei di trasporto. Proprio la Francia è stata in prima fila nella guerra alla Libia, e ha tentato in tutti i modi di espandere la guerra anche in Siria, senza riuscirci.A pendere dalla parte della Francia inoltre c’è una industria europea degli armamenti e dei sistemi militari che vale già 100 miliardi di euro e che diventa sempre più competitiva con quella statunitense. 

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