Europa. Perchè non si cambia subito la politica estera in Medio Oriente?Tribuno del Popolo
mercoledì , 25 gennaio 2017
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Europa. Perchè non si cambia subito la politica estera in Medio Oriente?

Europa. Perchè non si cambia subito la politica estera in Medio Oriente?

Gli attentati di #CharlieEbdo hanno scosso l’Europa che tocca quindi con mano l’estremismo islamico che sta uccidendo migliaia di persone in Siria, Iraq, Nigeria e molti, troppi altri paesi. Ma senza un cambiamento radicale della politica estera europea in Medio Oriente, al posto che lottare contro il terrorismo, lo si rafforzerà. Senza un’alleanza operativa con chi il terrorismo lo combatte sul campo: Siria, Hezbollah, Libano, Iraq e Iran, la sensazione è che vinceranno coloro che il terrorismo più o meno indirettamente lo supportano.

Bashar al-Assad, presidente della Siria, è stato descritto per anni dalla stampa occidentale come un tiranno massacratore del suo stesso popolo. Quello che i media non raccontavano però era che l’esercito di Assad non fronteggiava solo degli studenti sognatori e laici che sognavano la democrazia occidentale e la libertà bensì anche bande di islamisti armate che realizzavano assalti alla polizia, massacri e sequestri di massa, un pò quello che ha subito Parigi in due giorni di follia solo moltiplicato per cento. Alla Siria e al governo siriano si è sostanzialmente negato il diritto a difendersi da costoro, e il tempo, che solitamente è gentiluomo, ha infine dimostrato come la parte laica di quella ribellione, ammesso che sia mai esistita, si è essiccata come neve al sole venendo fagocitata dall’estremismo jihadista più radicale. Mentre i nostri giornali e quelli francesi ci raccontavano la narrazione della “rivoluzione buona” contro l’Assad cattivo, jihadisti di tutta Europa si imbarcavano comodamente su voli di linea in direzione Turchia, da dove la condiscendenza del governo Erdogan gli permetteva di raggiungere altrettanto comodamente il fronte siriano. E dire che basta andare sui Google e digitare i vocaboli: “Attentati” e “Siria” per imbattersi in un tremendo resoconto di attentati kamikaze realizzati nelle città siriane. Sostanzialmente si elude il nodo centrale, ovvero che condivisibile o meno che sia il governo laico di Assad combatte contro i terroristi islamici sul campo. Oggi anche l’Occidente combatte, almeno sulla carta, gli jihadisti, peccato che per anni, almeno fino al 2014 inoltrato, proprio le cancellerie occidentali abbiano inviato milioni di dollari, logistica e armi proprio a quei ribelli che combattevano Assad. Screditare il governo siriano è diventata abitudine sistematica della stampa cosiddetta “libera”, in questo modo si è creato un sentire comune che ha finito per minimizzare il terrorismo in Siria lasciando erroneamente credere che fosse rivolto contro Damasco per via della tirannia di Assad, quando in realtà in campo c’erano vere e proprie bande sunnite che hanno realizzato una guerra civile e confessionale contro cristiani, sciiti e alawiti. Non capire questo ha permesso agli islamisti di continuare a farsi foraggiare da governi “amici” vedi Arabia Saudita e Qatar, sfruttando peraltro l’aiuto interessato di un paese come la Turchia, dove da anni giravano articoli che individuavano proprio in territorio turco basi di addestramento dei presunti ribelli siriani. Dunque ricollegandoci a quanto subito dalla Francia nei giorni scorsi, in che modo Parigi e l’Europa pensano di combattere il terrorismo islamico se ritengono dei “nemici” dei “dittatori” e dei “terroristi” coloro che lo combattono sul campo, senza tregua, da anni? Continuando a ritenere gruppi come Hezbollah e Pkk dei gruppi terroristici  allo stesso modo di Isis e Al Nusra, non si fa forse un servizio proprio agli islamisti dal momento che in questo momento queste sigle si stanno affrontando sul campo? E soprattutto, dal momento che gli Stati Uniti fanno affari con l’Arabia Saudita, non certo un modello di libertà, in nome della realpolitik se l’obiettivo dell’Europa è quello di sconfiggere il terrorismo, perchè non stringere una alleanza con la Siria di Assad che da quasi quattro anni combatte contro Stato Islamico e Al-Nusra senza tregua? Forse perchè l’obiettivo della distruzione della Siria come Stato, per qualcuno, è più importante della lotta al terrorismo stesso?

Gb

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