Europa. Più di 146 milioni di persone rischiano la povertà se contionuerà l'austeriyTribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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Europa. Più di 146 milioni di persone rischiano la povertà se continuerà l’austerity

Fin quando l’Unione Europea continuerà a combattere la crisi economica con l’austerity, il rischio è che scompariranno i programmi sociali e che oltre 146 milioni di europei finiscano sotto la soglia della povertà entro il 2025.

La guerra contro la crisi economica ha un prezzo, e il prezzo, almeno in Europa, lo stanno pagando i cittadini comuni, quelli che riuscivano ad avere una vita dignitosa anche grazie ai programmi sociali di welfare, gli stessi che nel XXI secolo vengono ormai considerati fuori moda e inutili. L’austerity però, se nell’immediato serve a far tirare un sospiro di sollievo a banchieri ed economisti, a lungo termine affossa milioni di cittadini privi di prospettiva e che finiranno sotto la soglia di povertà entro il 2025. Lo sostiene l’Oxfam Europa, come riportato da RT.com, secondo cui oltre 146 milioni di europei rischieranno di cadere sotto la soglia della povertà a causa dell’aumento della disoccupazione e della sparizione dei programmi sociali. Se le politiche di austerity imposte dall’Europa non verranno invertite entro breve tempo, oltre 25 milioni di persone accresceranno il numero di persone che vivono sotto la soglia di povertà. Una sorta di “decennio perduto” per l’Europa, che l’organizzazione filantropica Oxfam ha additato come un grande pericolo per il futuro del continente. Oxfam ha pubblicato un report di una trentina di pagine intitolato “Il vero costo dell’austerity e dell’ineguaglianza in Europa“, e che suggerisce che il modello europeo sia ormai sotto attacco da misure scellerate di austerity. Insomma, lasciate prosperare, queste politiche di austerity minacceranno le conquiste sociali dei popoli europei, creeranno divisioni tra paesi all’interno di un continente diviso, gettando una intera generazione nella povertà. Le misure di austerity sono le stesse che sono state utilizzate dal Fondo Monetario Internazionale negli ultimi 25 anni nei paesi poveri con gli ormai famosi programmi di “aggiustamenti strutturali”, che si traducono nella devastazione sociale in tutti gli ambiti economici e non. Un tipico caso di medicina che uccide il paziente, e vien da pensare, visti i risultati ottenuti da queste politiche nei paesi poveri, che il fine fosse proprio questo fin dall’inizio. Annientare il welfare fa sicuramente comodo a far tornare i conti, ma condanna migliaia di persone alla disperazione in quanto non esisterà più nulla ad aiutarli. Ma chi sono gli unici a trarre giovamento da questa situazione? Oxfam risponde anche a questo: il 10% di europei più ricchi, i soli che hanno visto le loro ricchezze crescere. Italia, Grecia, Portogallo e Spagna rischieranno di diventare ben presto i paesi più diseguali al mondo se i leader dei rispettivi paesi non invertiranno la tendenza. Per esempio, suggerisce il rapporto, il gap tra ricchi e poveri in Gran Bretagna e Spagna potrebbe diventare lo stesso di quello che esiste in Sud Sudan e Paraguay. La soluzione è sempre la stessa: investire miliardi di euro nei servizi pubblici, nell’educazione, nel riuscire a tassare i più ricchi. Altrimenti torneranno anche le tensioni sociali, e la lotta di classe, quella mai andata in pensione, potrebbe tornare protagonista.

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